«Il rilancio del turismo nasce dal Geoparco»

Il consigliere Testa (FdI): il prestigioso riconoscimento per la Maiella valorizzerà tutto il territorio
SANT’EUFEMIA. «Con il riconoscimento di Geoparco mondiale dell’Unesco, si apre un nuovo tema tutto da percorrere per il Parco nazionale della Maiella: trasmettere una diversa percezione del nostro territorio. É un luogo, infatti, non solo naturalisticamente bello e ricco di monumenti ma in cui c’è una persistenza di caratteri tali da aver risposto alla filosofia dell’Unesco che, non a caso, si esprime solo quando c’è una complessità che funziona». Così, il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Guerino Testa, a margine della recente conferenza stampa diretta dai presidenti dell’ente Parco Lucio Zazzara, della giunta regionale Marco Marsilio e del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e a cui hanno preso parte, oltre al consigliere Testa, gli assessori regionali Daniele D’Amario e Nicola Campitelli e i sindaci di Pescara e Bolognano Carlo Masci e Guido Di Bartolomeo.
«Una conquista prestigiosa per l’Abruzzo», ha detto Testa, «orgoglioso di avere l’undicesimo geoparco italiano – che si appresta a costruire sul proprio territorio strategie gestionali innovative in grado di attivare un percorso virtuoso per lo sviluppo sostenibile, un processo di riqualificazione e valorizzazione territoriale attento al rispetto delle culture locali, ma sinergicamente proiettato verso un nuovo modello di uso del territorio medesimo». «L’attestazione di geoparco, infatti, cambierà l’accesso alla Maiella», ha continuato Testa, «perché si è acceso un faro a livello mondiale. Non solo si può crescere culturalmente, ma ne godranno le economie di tutti coloro che svolgono attività legate al turismo ambientale e non solo: penso alle produzioni, ai trasporti, alle attività ricettive di vario tipo, alle guide, agli operatori turistici ed anche immobiliari. I dati ci raccontano che nel giro di 3 o 4 anni i geoparchi, sparsi nel mondo, hanno fatto registrare un raddoppio della pressione turistica».
«Appare chiaro, dunque», ha concluso Testa, «come anche la nostra realtà sia un prezioso motore di sviluppo turistico: i tesori naturalistici, unitamente ad una fondamentale e accurata programmazione, senza trascurare la presenza di una eccelsa filiera agroalimentare, potranno sviluppare quella spinta propulsiva e vitale tale da rendere l’area un vero e proprio focus di eccellenza nel settore».

