Il rione Pineta sottoposto a tutela

2 Febbraio 2019

Regione e Soprintendenza “disegnano” le nuove forme di salvaguardia edilizia

PESCARA. Il rione Pineta sottoposto a vincoli di tutela. Ne dà notizia la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo che fa capo al ministero per i Beni e le attività culturali. Un provvedimento che dà lustro e innalza la qualità di uno dei luoghi storici, la zona dell’Aurum, polo culturale d’eccellenza, più affascinanti e pregiati della città.
La Soprintendenza spiega in una nota che la commissione regionale per il patrimonio culturale, presieduta dal segretario Stefano D’Amico, ha emanato il decreto che dichiara «gli immobili e le aree di sedime dell’area urbana denominata rione Pineta, sottoposto a tutela». Il nuovo dispositivo emanato dalla Regione contiene le prescrizioni che permetteranno solo alcune tipologie di interventi. Per gli immobili e aree di sedime, sono «consentiti», si legge nel documento, «interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, eventuali demolizioni e ricostruzioni, consolidamenti, restauri e ristrutturazioni preventivamente autorizzati» dalla Soprintendenza. Gli interventi dovranno garantire i volumi e lo stile. Escluse dalle autorizzazioni, le opere interne agli edifici. Negli spazi pubblici «ricompresi all’interno della perimetrazione, qualsiasi intervento, manifestazione, sistemazione di arredi e verde, realizzazione di dehors e quanto altro occupi temporaneamente gli spazi» dovrà sempre ottenere l’autorizzazione dell’organismo ministeriale.
Dichiara la soprintendente Rosaria Mencarelli: «Con tale atto si conclude un procedimento istruttorio lungo e impegnativo che la Soprintendenza archeologica ha attentamente curato, proprio per consentire la salvaguardia di un’area urbana di particolare rilevanza storica».
Il rione Pineta «ha origine», viene spiegato nella nota ministeriale, «con il piano di risanamento della pineta redatto dall’ingegner Antonino Liberi (cognato di Gabriele D’Annunzio) finalizzato a recuperare un’area che nei primi anni del Novecento si presentava ancora paludosa e abbandonata. Il progetto, ispirato al modello della “città giardino” di Ebezener Howard, costituì per la città di Pescara un importante momento culturale, in quanto propose una operazione in linea con le più attuali teorie urbanistiche dell’epoca». Il disegno di Liberi per il rione Pineta prevedeva la realizzazione di «una maglia urbana a scacchiera incentrata su costruzioni cardine come il Kursaal marino, oggi Aurum, polo culturale di eccellenza della città da poco recuperato con funzioni di Archivio di Stato, spazi espositivi e sale polivalenti».