Il sacerdote ha il Covid, stop alle messe

7 Febbraio 2021

Don Paolo Curioni è stato costretto a chiudere la chiesa Beata Vergine Maria: «Sono a letto con la febbre, tornerò presto»

MONTESILVANO. Il Covid entra nella parrocchia di Santa Filomena e i fedeli del quartiere dovranno rinunciare alla messa per un po’ di tempo. È quanto accade in via Sele, nella chiesa Beata Vergine Maria Madre della Chiesa, dove il sacerdote don Paolo Curioni da qualche giorno è a letto alle prese con il virus.
La notizia si è diffusa rapidamente tra i parrocchiani, già da qualche giorno e ad avvalorare quelle che inizialmente sembravano solo voci di quartiere è spuntato anche un cartello sul portale del luogo di culto in cui si legge: «Per indisponibilità questa sera la santa messa non potrà essere celebrata».
A confermare che all’origine di quella indisponibilità ci sia proprio il virus, che nelle ultime settimane si sta diffondendo molto rapidamente ovunque e anche a Montesilvano, è lo stesso parrocco. «È bene chiarire che il Covid non è nella nostra chiesa, ma è il sacerdote ad avere il Covid», commenta don Paolo che, nonostante la malattia, sembra non aver perso la sua ironia e la sua grinta. «Tutto è iniziato domenica scorsa», rivela, «quando ho iniziato a non stare bene e ho capito subito che poteva trattarsi proprio di questo virus. Per questo mi sono immediatamente isolato, sospendendo tutte le mie attività».
I sospetti del sacerdote sono stati ben presto confermati dal tampone che ha messo in luce la sua positività. «Sto prendendo i farmaci e abbasso la febbre con la tachipirina ogni volta che diventa molto alta, sperando di guarire in fretta», dice. Preghiere e medicinali, dunque, per il sacerdote che a luglio del 2020 ha festeggiato i 40 anni di sacerdozio e che da 12 anni è alla guida della parrocchia di via Sele.
Don Paolo smentisce poi le voci secondo le quali anche il suo vice avrebbe contratto il Covid. «Per fortuna non è assolutamente vero», evidenzia, spiegando come sia già stata effettuata la sanificazione di tutti gli ambienti della chiesa e degli uffici parrocchiali. «Per il momento, però, la santa messa è sospesa fino a quando non potrò tornare a celebrarla», annuncia, «per quanto riguarda tutte le attività dei gruppi che operano nella parrocchia, invece, continueranno normalmente in modalità online come già avvenuto durante il primo lockdown».
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