«Il San Massimo ospedale di base»

13 Settembre 2020

Penne, l’associazione dei cittadini chiede alla Regione di rispettare gli impegni

PENNE. L’area vestina aspetta di capire se la promessa del governo regionale di riconvertire l’ospedale di area disagiata di Penne in ospedale di base possa davvero diventare realtà. «L’ospedale San Massimo di Penne, considerando la viabilità ridicola, il vasto territorio pedemontano e montano, martoriato anche dal meteo, eventi sismici e frane, e con una medicina territoriale inesistente e gravata dal declassamento del proprio distretto, credo che sarebbe già dovuto diventare un ospedale di base rinforzato, in modo da fungere da polmone per il Santo Spirito di Pescara». Il presidente dell’associazione Salviamo l’ospedale di Penne, Nicola Spoltore, rivendica con decisione un ruolo centrale per il presidio sanitario vestino. ‪Il 27 maggio‬ scorso, quando a Penne si era ancora in stato di allerta da coronavirus dopo 24 giorni di zona rossa, nella sala consiliare comunale si ritrovarono i vertici della sanità regionale per dare garanzie sulla riconversione del San Massimo e sulla sua ristrutturazione da 12,5 milioni all’amministrazione del sindaco Mario Semproni e di rimbalzo a tutta la collettività vestina. Da quel giorno a oggi sono passati tre mesi, ma in concreto non è cambiato nulla. A luglio scorso è stata trasmessa la convenzione firmata tra la Regione e il ministero della Salute per i primi interventi del programma di edilizia sanitaria che sta portando avanti il governo regionale. Il finanziamento per l'ospedale di Penne dovrebbe già essere disponibile, sono però necessari una serie di adempimenti burocratici legati alla rimodulazione del progetto esecutivo già disponibile dal 2013, quando il dg della Asl di Pescara era Claudio D'Amario, oggi direttore del dipartimento Salute della Regione. Il progetto, infatti, dovrà essere rimodulato sulla base delle attuali prescrizioni normative e della riorganizzazione della rete ospedaliera che il governo regionale sta portando avanti. L’associazione Salviamo l’ospedale di Penne continua intanto nella sua attività di sprone nei confronti della politica e a salvaguardia del presidio sanitario vestino. Attacca Spoltore: «Di eccellenze, l’ospedale San Massimo ne aveva e ne ha. Il problema è che è dotato solo di una Uoc (Unità operativa complessa), cioè il reparto Medicina, pochi servizi, e con un personale che ogni giorno si riduce per via di trasferimenti e pensionamenti. Allo stato attuale, l’ospedale di Penne resta un presidio di area disagiata con pochi servizi, alcuni dei quali condivisi in maniera subalterna con Popoli, senza personale, con una sola ambulanza medicalizzata e con una struttura fatiscente e inadeguata i cui lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione, sbandierati per settembre, non sono iniziati. Mi auguro che la maggioranza al governo regionale ci possa fornire spiegazioni adeguate e che cominci a dare prove concrete di quella volontà di riequilibrare le sorti di un territorio depredato e annichilito da una politica che ha rivolto attenzioni esclusivamente alla costa».
Francesco Bellante