Il segnale del telefonino speranza per il missionario

13 Agosto 2015

Polizia, cacciatori e l’elicottero dell’Eufor sulle tracce di padre Luciano Ciciarelli Il religioso originario di Civitella Casanova è scomparso da Medjugorje il 2 agosto

PESCARA. Le speranze di trovare Padre Luciano Ciciarelli, il missionario di 79 anni originario di Civitella Casanova scomparso da Medjugorje domenica 2 agosto, sono appese al flebile segnale della batteria del suo telefonino captato ieri mattina dall’operatore locale di telefonia. Un segnale di pochissimi secondi che però ha consentito ai tecnici di localizzare la cellula attorno a Medjugorje. È lì, dove il Padre Luciano era arrivato il 28 luglio per seguire il festival dei giovani, che si concentrano le ricerche del religioso da parte della polizia locale che a sua volta ha ingaggiato diverse squadre di cacciatori che meglio conoscono le zone più impervie di quel territorio, sorvolate anche da un elicottero della Eufor, la forza di difesa dell’Unione europea, interessata dalle ricerche. Un caso seguito anche dalla Farnesina dopo che «la nostra ambasciata», come fanno sapere dal Ministero, «si è prontamente attivata e sta seguendo il caso in stretto contatto con le attività locali e la famiglia del connazionale».

In Bosnia, infatti, sono arrivate due nipoti di Padre Luciano, che stanno seguendo da vicino le ricerche affiancate anche da un religioso dell’ordine dei Monfortani a cui appartiene padre Luciano, un confratello croato che ben conosce la lingua e che proprio per questo è stato inviato sul posto dal superiore provinciale dei missionari Monfortani, padre Angelo Livio Epis. Lo stesso che, raggiunto al telefono, racconta al Centro: «Dopo il suo arrivo il 28 mi aveva mandato una mail con i suoi spostamenti dicendo che sarebbe rimasto lì fino al 14, 16 agosto. In quei primi giorni ha seguito le celebrazioni del festival dei giovani, e lo hanno visto tutti fino a domenica 2 agosto quando ha celebrato. Da allora nessuno l’ha più visto. O meglio, quando ha lasciato la celebrazione stava parlando con un prete messicano che io stesso ho contattato e che mi ha detto che si erano salutati normalmente. Poi, però da quel momento si sono perse le tracce. Due giorni dopo doveva trasferirsi in un’altra struttura di Medjugorje, il Magnificat, dove inizialmente non aveva trovato posto e dove doveva seguire dal 6 agosto un corso di esercizi spirituali in lingua spagnola. Quando la titolare della prima pensione non l’ha visto più ma ha visto che aveva lasciato tutti i suoi effetti personali ha contattato proprio il Magnificat da cui però ha avuto la notizia che padre Luciano non era mai arrivato».

È a quel punto che viene dato l’allarme, con la denuncia di smarrimento fatta dai due albergatori su consiglio di Padre Epis immediatamente avvisato. Iniziano le ricerche. La polizia nella stanza della prima pensione trova i soldi, i documenti, le medicine, il computer di Padre Luciano, ma di lui non c’è traccia. Lo cercano in tutti gli ospedali, negli hotel della zona, ma niente.

Una situazione che ha gettato nello sconforto tutta la comunità di Civitella Casanova dove padre Luciano era stato in visita fino a due anni fa, ma soprattutto i fratelli e le sorelle e i familiari del missionario che abitano tra Loreto e Montesilvano. In particolare le due sorelle Elia ed Elvira che a Passo Cordone con l’associazione degli Entusiasti fondata proprio da padre Luciano gestiscono un centro per il Commercio equo e solidale sulla scia dell’attività missionaria del fratello che ha trascorso 33 anni, dei suoi 54 anni di sacerdozio, in Perù dove ha fondato sei case famiglia, oltre alle due in Paragyuay e a un’altra in Messico per mamme in estremo bisogno. Una vita spesa per gli altri, ma soprattutto vissuta nelle zone più pericolose del mondo, dalle favelas alla foresta amazzonica.

È proprio questa sua storia e questa sua esperienza a lasciare perplessi chi conosceva il carattere e le abitudini di Padre Luciano: «Non è persona sprovveduta, ha girato il mondo, nonostante gli anni è ancora molto vitale, impossibile che si sia avventurato da solo», è il commento dei tanti che in questi giorni stanno pregando per lui. Ma si tratta di capire se padre Luciano si sia effettivamente allontanato da solo, visto che il posto lo conosce bene e ha molti contatti (pare che la sera del 2 avesse un incontro a cui però non si è mai presentato) o se abbia avuto un malore. Con sè aveva il telefonino, che però non era abituato a usare e che comunque risulta spento. Ma forse proprio il telefonino potrebbe risolvere un mistero che sta tenendo in angoscia tutti quelli che hanno avuto la possibilità di conoscerlo. «Sono convinto che lui comunque è tranquillo, qalunque cosa l’aspetti, conoscendolo, non è spaventato», confida un parente.

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