Il sindaco accusa il suo Pd: troppi tagli all’ospedale

30 Luglio 2016

Popoli, Galli si scaglia contro la Regione: «Penalizzate le zone interne così si avvantaggiano le aree costiere e la sanità privata, pronti a fare ricorso»

POPOLI. Il riordino della rete ospedaliera contestato dal sindaco Pd Concezio Galli. «La nostra è una valutazione assolutamente negativa», protesta, «perché colpisce oltre misura le aree interne e il nostro ospedale. Non condivido le politiche sanitarie della Regione poiché non tengono conto dei bisogni delle popolazioni di questa parte dell’Abruzzo, ma favoriscono le zone costiere e la sanità privata». Un atto d’accusa contro lo stesso Pd che governa la Regione. «In questi ultimi due anni», dice Galli, «abbiamo chiesto di specializzare il nostro presidio, abbiamo lavorato per concordare una linea strategica comune per il mantenimento dei servizi con le necessarie dotazioni di nuove tecnologie e personale, elementi però rimasti sulla carta degli atti aziendali e mai attuati fino in fondo. Ritengo grave che le decisioni siano state assunte senza la consultazione dei territori, nonostante le nostre innumerevoli istanze e proposte provenienti della collettività».

Il sindaco è amareggiato: ripercorre le tappe che hanno caratterizzato l’impegno dell’amministrazione per salvaguardare e potenziare l’ospedale a fronte di impegni «che la Regione ha puntualmente disatteso», dice, «ignorando le istanze del territorio per fare spazio a logiche che qui assolutamente non si condividono». La traccia degli eventi segna che nel 2012 furono raccolte ed inviate alla Regione (presidente Gianni Chiodi) e alla Asl 8.776 firme a sostegno dell’ospedale affinché si attuasse l’atto aziendale. Nell’ottobre 2015 il consiglio comunale approvò all’unanimità una delibera con la quale si chiedeva l’attuazione degli investimenti previsti nella programmazione aziendale e un assetto ospedaliero in grado di dare risposte all’utenza. Ad aprile scorso l’occupazione dell’ospedale ha portato 2.360 cittadini a sottoscrivere l’adesione a quella delibera: «Tutto vano però per i vertici regionali», osserva Galli, «due giorni fa in consiglio abbiamo ribadito l’impegno di proseguire nel nostro lavoro per poter incidere in fase di atto aziendale e far prevedere unità operative per quei reparti oggi considerati servizi. La prossima settimana acquisiremo il parere legale per un ricorso al Tar contro i decreti 55 e 79. Metteremo a disposizione gli atti adottati», conclude Galli, «per dare una visione reale della situazione con l’auspicio che il consiglio regionale possa ridiscutere le scelte in materia di sanità, determinate senza il coinvolgimento dell’amministrazione regionale stessa».

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