Il sindaco di Bussi: «Chiederemo i danni sociali e d’immagine»

6 Ottobre 2014

Lagatta: il nostro territorio ha subìto guasti in termini di lavoro, di imprenditorìa e di valore delle abitazioni

BUSSI SUL TIRINO. È piaciuta molto al sindaco di Bussi Salvatore Lagatta - il paese che si è costituito parte civile nel processo - la requisitoria dei pubblici ministeri Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini che ha portato alla richiesta (scontata, da intendere col doppio significato di evidente e di riduzione di pena) di 180 anni di carcere per gli accusati di aver provocato il disastro ambientale a Bussi e aver inquinato le falde acquifere della Val Pescara.

«Mi è piaciuta», confessa Lagatta, «perché ha messo finalmente a nudo i dati della drammaticità del disastro territoriale di Bussi. Cose da noi bussesi conosciute da decenni, meno dagli altri e sicuramente meno del reale venuto fuori dalle indagini, essendo stati finora i cittadini in possesso solo di notizie diffuse dall'ondata mediatica iniziata nel marzo del 2007, quando la Forestale denunciò contenuti micidiali nelle acque del fiume Pescara e in quelle dell'acquedotto del Giardino».

Le eventuali condanne, però, da sole non risolvono i danni generati dal super inquinamento diffuso. Le parti civili, che saranno ascoltate in settimana nel processo, avanzeranno domanda di risarcimento dei danni dovuti per compensare il deterioramento di immagine, ambientale, sociale, occupazionale. «Quando sarà il nostro turno, chiederemo quanto sarà necessario per riparare i guasti, l'insulto e l'oltraggio arrecati al nostro territorio, alla nomea del nostro paese, al valore in termini di insediamento abitativo, alle possibilità lavorative, imprenditoriali e occupazionali che hanno subìto un duro colpo da questi eventi. Non siamo assolutamente in grado, a oggi, di quantificare e valorizzare questo tipo di danneggiamento subito, ma la cosa riguarderà anche altri enti dichiaratisi parti civili e, partendo dalla considerazione che qui non si possono

fare sconti a nessuno, con i nostri legali e i nostri tecnici sicuramente arriveremo alla determinazione di un congruo ristoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA