Il sindaco di Francavilla: adesso serve rinnovare

29 Luglio 2016

PESCARA. «Nessuno nega che ci sia stato un cambiamento rispetto al passato nella gestione dell’Aca, ma l’amministratore unico Vincenzo Di Baldassarre ha una visione dell’azienda troppo legata ai...

PESCARA. «Nessuno nega che ci sia stato un cambiamento rispetto al passato nella gestione dell’Aca, ma l’amministratore unico Vincenzo Di Baldassarre ha una visione dell’azienda troppo legata ai freddi numeri e per nulla all’efficienza e alla funzionalità, una gestione che non mette in campo strumenti per essere al passo coi tempi». Il sindaco di Francavilla Antonio Luciani, uno vicino al presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, si è astenuto dal voto sul bilancio dell’Aca: è la seconda volta che accade ed è un gesto di protesta di Luciani verso il vertice dell’Aca. «Occorre ricordare», dice il sindaco, «che Francavilla è stata tra le prime realtà a pagare tali inefficienze: l’Aca ha chiuso il 2015 con circa 10 milioni di utili, ma nello stesso esercizio non ha provveduto a riparare gli scarichi a mare dei fossi San Lorenzo e Pretaro, facendoci perdere la Bandiera Blu». Luciani esamina i conti dell’Aca: «Ho espresso contrarietà alla condotta dell’attuale governance che ha portato 14 milioni di utili versandone la metà di tasse. In sostanza, si è fatta cassa con le bollette dei cittadini. Con la procedura concordataria, che ha congelato le posizioni debitorie, Di Baldassarre ha fatto la scelta più semplice e scontata. Ha deciso di non pagare nell’ immediato chi ha lavorato per conto dell’azienda. A prescindere dalle considerazioni sulla gestione, sulle quali la storia ci dirà se vi siano meriti o demeriti, all’interno dell’assemblea c’è forte richiesta di rinnovamento visto che Di Baldassarre ha terminato il proprio mandato con l’approvazione del terzo bilancio. Ci si aspetta al più presto», conclude Luciani, «la convocazione di una nuova assemblea ai fini di un rinnovo condiviso».