Il sindaco di Tocco: controlli inutili scuole da ricostruire

6 Settembre 2016

Zaccagnini partecipa al sopralluogo alla Stromei e sollecita un piano di costruzione di edifici strategici

TOCCO DA CASAURIA. Puntare sulla costruzione di nuove scuole e nuovi edifici strategici, per avere davvero delle strutture sicure. È questa la strada indicata dal sindaco di Tocco da Casauria Riziero Zaccagnini, che ha partecipato ai sopralluoghi post sisma e sottolinea come si dovrebbe mirare a nuovi stabili, anziché lavorare sugli adeguamenti dell’esistente.

Anche a Tocco si è proceduto alle verifiche del caso, post terremoto, sull’edificio che ospita le scuole cittadine, quella dell'infanzia, le elementari e le medie. E questo da quando, oltre un decennio fa, fu decretata l’inagibilità dell'edificio di via Centenario Unità d'Italia sul quale furono riscontrati problemi di cedimenti per cause di tipo geotecnico e di inadeguatezza dei materiali (cemento armato) in opera.

La verifica è stata condotta sulla scuola intitolata a Domenico Stromei, una costruzione realizzata in muratura nei primi anni 30 e sulla quale già dopo il sisma del 2009 furono eseguite indagini di stabilità e fu rilasciato un regolare certificato di agibilità.

«Abbiamo individuato qualche criticità», spiega Zaccagnini, «e rimaniamo comunque in attesa degli esperti della Protezione civile, a cui abbiamo inoltrato richiesta, per avere le necessarie garanzie prima di riaprire la scuola. Ma il punto non è questo, quando parliamo di sicurezza delle strutture», incalza Zaccagnini. «Anche se agibili, quasi la totalità degli edifici pubblici, comprese le scuole, non rispondono alle norme antisismiche oggi in vigore che sono molto più rigorose di prima e che, se rispettate, garantiscono gradi di sicurezza salvavita. A Tocco abbiamo fatto nel 2009 prove statiche e geologiche, che in pochi hanno fatto. Risultò una struttura perfetta, come nel 1932, quando fu costruita. Ma questo a che cosa serve?», fa riflettere il primo cittadino. «Se ci sarà un terremoto di intensità come quello dell’Aquila o di Amatrice, che fine farà la scuola? L'ipocrisia della politica in questi giorni è davvero fastidiosa. C'è solo una cosa da fare: un Piano, ma non di inutili adeguamenti, ma di costruzioni ex novo di scuole ed edifici strategici. Mettere in bilancio qualche milione di euro per adeguare le strutture è un palliativo utile solo a tranquillizzare gli animi scossi dall'ennesima conta dei morti».

Il parere del sindaco trova largo consenso in paese e non solo, e il concetto va sicuramente allargato agli edifici privati che finora sono state delle trappole mortali.

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