Il sindaco: no alla gogna Ma in Comune è il gelo

Perquisito l’ufficio di Trisi, il sindaco apprende dell’inchiesta a Tel Aviv
PESCARA. La notizia dell’arresto del dirigente ai Lavori pubblici Fabrizio Trisi, il suo uomo di fiducia da 4 anni, l’ha appresa a Tel Aviv, in Israele, verso le 8.30 di ieri: il sindaco Carlo Masci ha saputo del terremoto giudiziario in Comune a 3.400 mila chilometri di distanza da Pescara. Quattro arresti, più di una decina di indagati: i colletti bianchi mischiati agli spacciatori. «Ho appreso come tutti dagli organi di stampa quanto accaduto. Non conosco alcun aspetto dell’inchiesta che mi consenta di esprimere un’opinione in merito», premette il sindaco.
«VICINO ALLA FAMIGLIA» Masci ha affidato a Trisi un settore chiave, i Lavori pubblici: nell’ufficio dell’architetto schierato con il centrodestra passano anche i progetti del Pnrr da 100 milioni di euro. Ma tra Masci e Trisi c’è un rapporto di lunga data: «Mi rincresce, dal punto di vista umano, per i difficili momenti che stanno passando l’architetto Trisi e la sua famiglia, alla quale va la mia vicinanza», queste le prime parole di Masci dall’American Jewish Committee Global Forum. Masci dice no alla gogna, frena sulle accuse che arrivano da guardia di finanza e procura e parla di garantismo.
ACCUSE SUL CELLULARE Durante «una serie di incontri con manager, dirigenti di servizi pubblici, esponenti del mondo economico, politici, sindaci e amministratori», Masci ha saputo dell’indagine su appalti, tangenti e cocaina in Comune ed è rimasto a bocca aperta: sul telefonino, ha letto la nota della finanza ed è sbiancato. Questo il titolo: «Operazione “Tana delle tigri”. In Comune, droga e mazzette passe-partout per appalti truccati». Se non fosse già abbastanza, Masci ha continuato a scorrere il cellulare e ha proseguito la lettura: «Corrotto un dirigente e coinvolti anche due funzionari pubblici. “Allarme rosso” su bandi finanziati da fondi Pnrr per 5 milioni di euro», queste le prime righe del comunicato della finanza.
SCONTRO POLITICO Poi, a Pescara, è arrivato l’attacco dell’opposizione che, riunita davanti all’ingresso del municipio in piazza Italia, ha invocato le dimissioni del sindaco e chiesto controlli sugli appalti già aggiudicati. Un’imboscata quella del Pd e del M5S secondo Masci che commenta così: «Mi sarei aspettato dall’opposizione in consiglio un atteggiamento più riflessivo, parimenti a quello avuto dal centrodestra nel recentissimo passato, che ha visto coinvolti proprio esponenti della minoranza. Il garantismo e la presunzione di innocenza o valgono sempre e per tutti oppure mai per nessuno. Ma io», sottolinea Masci, «da uomo di legge e da sindaco, continuerò sempre ad attenermi eticamente a questi principi». Si annuncia l’avvio di un altro scontro politico tra sindaco e minoranza: uno scontro che potrebbe segnare anche l’inizio della campagna elettorale visto che, a Pescara, si tornerà al voto nel 2024.
SILENZIO E INCREDULITà I capisaldi dell’indagine – presunti plurimi affidamenti di appalti all’imprenditore amico Vincenzo De Leonibus, lavori in somma urgenza e forniture pubbliche, autorizzazioni ai subappalti – hanno l’effetto di una doccia gelata in municipio: per giorni le voci di un’indagine aperta sul Comune si sono susseguite e le dimissioni di Trisi, rese note sabato scorso, hanno alimentato le polemiche come benzina sul fuoco. Mentre il comunicato della finanza ha fatto il giro dei telefonini tra politici e dipendenti, l’ufficio di Trisi, al secondo piano del palazzo del municipio, è stato perquisito da cima a fondo: i finanzieri si sono chiusi dentro e hanno passato al setaccio scrivania, cassetti e documenti sul pavimento; sotto esame anche i computer.
GELO TRA I POLITICI A poca distanza, ecco sfilare i politici: l’assessore al Commercio Alfredo Cremonese e la consigliera Zaira Zamparelli, entrambi Fratelli d’Italia; nell’ufficio dell’assessore ai Lavori pubblici Luigi Albore Mascia (Forza Italia) si sono incontrati Massimo Pastore, consigliere della Lega e presidente della commissione Lavori pubblici, e Adelchi Sulpizio, assessore alle Manutenzioni (Lega). Nessuno ha voluto parlare: è stato il giorno del gelo nel centrodestra.

