Il sindaco: sacrifici necessari per evitare il dissesto

2 Novembre 2014

SAN GIOVANNI TEATINO. Tagliare le spese o fallire. Non restavano altre strade al Comune di San Giovanni Teatino, dove lo spettro del dissesto finanziario non è più un’eventualità tanto remota dopo...

SAN GIOVANNI TEATINO. Tagliare le spese o fallire. Non restavano altre strade al Comune di San Giovanni Teatino, dove lo spettro del dissesto finanziario non è più un’eventualità tanto remota dopo anni e anni di spendi e spandi, senza badare alla riduzione dei fondi statali agli enti locali.

È quanto emerge dal bilancio 2014, varato nei giorni scorsi dal Consiglio comunale. «Un documento che cerca un difficilissimo equilibrio tra mantenimento dei servizi, tagli del governo sui trasferimenti e una spesa corrente troppo elevata per i vincoli del patto di stabilità, volume delle entrate e numero di abitanti». Così viene definita la manovra 2014 in una nota trasmessa da palazzo di Città. Un piano finanziario che dà lo stop al tempo delle vacche grasse, in un Comune che per troppi anni ha tirato a campare facendo finta che la crisi non lo riguardasse.

«Dovremo fare sacrifici per evitare il dissesto» afferma senza mezzi termini il sindaco, Luciano Marinucci. «Siamo a un bivio, e da una parte c'è il concreto rischio del fallimento. Come ha detto il revisore dei conti uscente, è come se tagliassero il 50% dello stipendio a un padre di famiglia ma moglie e figli volessero continuare a mantenere il tenore di vita invariato». Il Comune, ogni anno, paga più di un milione e mezzo di euro l'anno di interessi passivi per i mutui contratti nel decennio precedente. E se, nel 2010, lo Stato versava un milione 650 mila euro, oggi il trasferimento è di appena 600 mila euro, con oltre il 70% del gettito Imu che resta a Roma.

«Purtroppo non abbiamo incontrato la solidarietà della minoranza» prosegue il sindaco «che ha preferito orchestrare una becera campagna elettorale anticipata. Mistificando la realtà, puntava soltanto a ottenere il commissariamento dell'ente, che avrebbe portato tutte le aliquote al massimo, la cancellazione dei servizi e la chiusura delle partecipate, considerato che la convenzione con le società in house è in scadenza». Sulla battaglia intrapresa dell’opposizione: «È curioso che alcuni consiglieri s’interessino soltanto di una partecipata, la Fb Servizi, quando i tagli sono previsti anche per le altre. Non ci sono i soldi per mantenere lo status quo: un Comune non può sacrificare l'interesse generale per risolvere i problemi di un numero limitato di utenti. Questo forse è accaduto in passato, ma non lo permetterò per il futuro».

Gabriella Di Lorito

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