«Il sindaco si è scusato con me, ma la sua giunta ha idee diverse»

4 Luglio 2020

PESCARA. «Quello che sta andando in scena è uno squallido teatrino politico. Il sindaco Carlo Masci ha, da subito, chiesto scusa a nome della città. Ma il resto della giunta non è della sua stessa...

PESCARA. «Quello che sta andando in scena è uno squallido teatrino politico. Il sindaco Carlo Masci ha, da subito, chiesto scusa a nome della città. Ma il resto della giunta non è della sua stessa visione, è evidente. Si è passati dall’immagine di una città accogliente a un posto da evitare: queste strumentalizzazioni non fanno bene ai pescaresi, sono loro che ci rimettono». Seppur con toni pacati, traspare indignazione nella voce di Luca, il 25enne gay molisano balzato agli onori della cronaca nazionale dopo essere stato aggredito e picchiato dal branco mentre passeggiava mano nella mano col fidanzato pescarese di 22 anni.
I fatti risalgono alla notte tra il 25 e il 26 giugno scorsi, sul lungomare, zona Nave di Cascella. È lucida la disamina dell’ex studente universitario della D'Annunzio: «Sono stato accusato di fare propaganda, mentre ho solo raccontato i fatti come sono andati, ho lanciato i miei appelli ad abbassare i toni della polemica e ho esortato le associazioni a promuovere l’educazione delle persone affinché certi episodi non abbiano più a ripetersi. Non ho altro da aggiungere. Ora sta andando in scena la rappresentazione di un marciume, io ho rivisto la città perbene in coloro che mi hanno soccorso, non ho rivisto la stessa cosa nell’amministrazione della città».
Che sentimenti prova?
Mi fa male assistere a questo spettacolo, io ho subito una chiara aggressione omofoba, perché camminavo mano nella mano col mio ragazzo. Questa strumentalizzazione non fa bene soprattutto ai pescaresi, la considerazione che sta passando a livello nazionale è di un luogo da non frequentare.
È in contatto con le forze dell'ordine?
Sì, le forze dell'ordine stanno lavorando per arrivare alla verità. E sono stati puntuali. Le voci che circolano sull’identità del branco sono solo dicerie. Ma non posso dire nulla altro.
Vuol dire qualcosa al sindaco?
Il sindaco mi è stato vicino e ha chiesto scusa da subito, ora pensi a tutelare la sua città.