Il sindaco: «Sperperi di cialtroni»

Cialente ammette che l’ente non ha risorse per la manutenzione
L’AQUILA. «Siamo tornati sotto i riflettori nazionali per l’ennesima vergogna imputabile al sistema con cui si è operato nella nostra città dopo il sisma».
Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente si sente «addolorato per i miei concittadini e umiliato come italiano«. La vicenda del sequestro degli 800 balconi degli alloggi del Progetto Case rimanda al resto del Paese, secondo Cialente, l’immagine distorta di un territorio che ha sperperato e mal gestito le risorse arrivate in seguito al terremoto del 2009.
«Sono estremamente preoccupato anche dal punto di vista politico e ne ho parlato col governo», sottolinea il sindaco, «perché quest’ennesima vergogna, oltre ad aver scoperchiato una pentola enorme che riguarda la manutenzione dei 6000 alloggi provvisori, è piombata sulle nostre teste proprio nei giorni in cui ci stavamo organizzando per andare a portare in Europa richieste fondamentali per il processo di ricostruzione. Ci sono stati dei veri e propri cialtroni, che hanno speso malissimo i soldi dei fondi di solidarietà. E la nostra martoriata città è di nuovo nell’occhio del ciclone, per colpe che non sono certamente degli aquilani».
Il sequestro degli 800 balconi potenzialmente pericolosi costringerà il Comune anche a rivedere gli interventi di messa in sicurezza delle strutture che erano stati avviati. «I nostri tecnici», aggiunge il sindaco, «avevano già individuato 370 alloggi dotati di balconi che necessitavano di puntellamenti. Adesso il lavoro si complica, visto che dobbiamo far coesistere la messa in sicurezza con le procedure di sequestro. Il problema grosso è la mancanza di personale. Ne ho parlato direttamente col sottosegretario Graziano Delrio: abbiamo bisogno delle risorse per coprire l’assunzione di almeno 10 operai da destinare alla manutenzione straordinaria dei complessi immobiliari e alle verifiche. C’è in ballo il nuovo bando per la gestione delle new town, ma alla luce di quanto è successo, nessuna gara per individuare il global service potrà essere fatta, se prima non saranno conclusi tutti i controlli e non verranno programmati gli interventi necessari».
Romana Scopano
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