Il sindaco striglia i pescaresi: troppi in giro, serve buonsenso

Masci: «I ragazzi non si rassegnano, ma se continuiamo così rischiamo di rimetterci l’osso del collo» Ed esclude l’eventualità di chiudere le piazze: i commercianti sono già in ginocchio, occorre equilibrio
PESCARA. «Buon senso ed equilibrio». È questo che il sindaco Carlo Masci chiede ai pescaresi dopo aver visto con i suoi occhi il gran numero di persone che sabato pomeriggio si sono riversate in centro, a Pescara, per una passeggiata nelle strade dello shopping se non per un aperitivo con gli amici.
In piazza Muzii e dintorni ci hanno pensato le forze dell’ordine - impegnate in un servizio straordinario voluto dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo - a disperdere gli assembramenti e ad invitare all'uso della mascherina, ricordando ai meno informati che dopo le 18 non si possono consumare alimenti e bevande in strada e che dalla stessa ora non è possibile l'asporto. Eppure in tanti erano ancora lungo la via, con i bicchieri in mano o a scambiare quattro chiacchiere con gli amici. Due settimane fa, quando la zona era ancora più affollata, le forze dell’ordine avevano provveduto a chiudere la piazza e a far defluire i presenti, mentre due giorni fa si è deciso di far allontanare chi stazionava vicino ai locali, ventilando il pericolo di multe salate, considerati gli assembramenti.
«Buon senso ed equilibrio» sono le parole chiave «per tutti», in questa situazione, «anche per chi pensa di poter fare qualsiasi cosa», suggerisce il sindaco sperando di colpire la sensibilità dei pescaresi più disattenti alle regole e indifferenti al pericolo del Covid. Vivere una pandemia, prosegue il primo cittadino, è «come camminare tutti insieme su una corda a 30 metri di altezza da terra. Se mancano buon senso ed equilibrio si rischia di cadere e di rimetterci l’osso del collo».
Eppure, nonostante le raccomandazioni di sempre, «che ormai ripetiamo da un anno», a Pescara come altrove «c'è gente in strada, vicino ai locali, a bere a distanza ravvicinata senza mascherina», e ci sono «i ragazzi, che non accettano questa situazione», per cui escono, si incontrano. È palese «l'esasperazione» che si registra un po’ ovunque, riflette ancora Masci, perché «non si possono più vivere le relazioni, e intanto il virus colpisce quando meno te lo aspetti».
E in questa «miscela esplosiva» si reagisce uscendo di casa e di conseguenza si vedono scene come quelle di sabato, con la curva dei contagi che rischia «ciclicamente di risalire». Che fare? Non si può pensare, come Comune, di arrivare «a chiudere tutte le strade o tutte le piazze perché le attività non si rialzerebbero più e già ora ci sono commercianti in ginocchio. E quindi anche in queste scelte vanno usati equilibrio e buon senso, indispensabili pure nei controlli. Forze dell'ordine e polizia municipale, impegnati con un numero consistente di personale, stanno mostrando attenzione a gestire una situazione che può diventare esplosiva, con conseguenze pesanti, sul fronte delle reazioni che si potrebbero innescare nei cittadini», come è già accaduto in passato in pieno centro durante un controllo della polizia municipale.
«Abbiamo messo in campo tutte le situazioni possibili, senza esagerare nelle nostre scelte», fa presente il sindaco, e dopo 11 mesi dall'inizio della pandemia «le attività pubbliche sono stressate perché si è andati oltre le proprie possibilità». È chiaro, per Masci, che va messo da parte «il senso di imbattibilità di un tempo. Questa situazione è più grande di tutti i governanti e di tutti gli scienziati. Ora serve buon senso perché se fino ad oggi non siamo caduti da quella corda, serve attenzione per il futuro. E quindi bisogna ragionare, non fermarsi alla superficie, accettare che questo è un tempo diverso, che non si tornerà più come prima. E chi pensa all'aperitivo come un rito, per incontrarsi, accetti che non ci si può incontrare».
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