Il Sisal Match Point riapre ma partono i licenziamenti

29 Agosto 2014

L’agenzia di scommesse di corso Umberto ha ripreso l’attività dopo le ferie ma l’azienda ha dato il via alla procedura per mandare via i 15 dipendenti

MONTESILVANO. Il Sisal Match Point di Montesilvano, che dà lavoro a 15 persone, ieri mattina ha riaperto i battenti al pubblico, dopo un mese esatto di ferie, ma nell’annunciare al sindacato la ripresa dell’attività i vertici aziendali hanno dato il via alla procedura di licenziamento collettivo.

Si annuncia quindi l’avvio di una trattativa con la Cisl, a cui aderiscono tutti gli addetti del Sisal Match Point di corso Umberto, per gestire l’esubero, nella speranza che si possa arrivare a una soluzione che sia la meno dolorosa possibile per i lavoratori.

Ne parla Davide Frigelli, della Fisascat Cisl, che l’11 settembre incontrerà l’azienda per studiare il da farsi. Era stato proprio lui, nei giorni scorsi, a lanciare l’allarme, considerato che il personale temeva il peggio, dopo le ferie, e qualcuno già vociferava che probabilmente la struttura non avrebbe riaperto i battenti, dopo le ferie.

«Leggo positivamente la notizia della ripresa dell’attività dopo lo stop estivo», dice il sindacalista, «perché vuol dire che il marchio resta sul mercato, su questo territorio, e affronta la concorrenza nonostante il periodo non facile. Nello stesso tempo esprimo il mio dispiacere perché gli esuberi sono sintomatici di una situazione di difficoltà che va affrontata. E noi lo faremo».

Va anche detto che Sisal Match Point si è rivelato fino a oggi un interlocutore serio considerato che «rispetta il contratto collettivo nazionale di lavoro ed è firmataria di un contratto integrativo. Le spettanze, poi, vengono liquidate regolarmente agli addetti».

Superate le paure relative alla mancata ripresa dell’attività del centro scommesse, ora c’è da occuparsi del destino dei 15 addetti e ovviamente Frigelli intende spuntare le condizioni migliori per loro.

«Si potrebbe ipotizzare un incentivo per chi decide di andare via, puntando quindi all’abbandono volontario, mentre per chi non dovesse scegliere questa strada l’obiettivo restano la cassa integrazione e il contratto di solidarietà, se proprio non si potrà fare altrimenti». Vanno individuati quindi i possibili paracadute per rendere più soft l’uscita di queste persone, considerato che il processo di riduzione dell’organico è ormai avviato e va solo contenuto al massimo.

C’è un’altra questione che il sindacalista solleva, e riguarda la concorrenza esistente nel settore, che evidentemente conosce la crisi esattamente come tutti gli altri, ma deve affrontare pure problematiche di diverso genere.

«Ci sono delle attività non in regola, per cui si crea un fenomeno di concorrenza sleale che certo non aiuta le imprese che rispettano la legge e da questo punto di vista sarebbe opportuno approfondire i controlli», conclude il sindacalista. Qualcosa di più in merito alla vertenza si saprà dopo l'incontro dell'11 settembre, mentre Frigelli ha già incontrato il personale in assemblea per valutare insieme la situazione e studiare insieme le possibili vie di uscita a una situazione che si annuncia, comunque, da autunno caldo.

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