Il sogno di affrontare il Corno Grande: le cose da sapere e da fare

TERAMO. Vogliamo salire al Corno Grande perché ci piacerebbe arrivare sulla vetta più alta degli appennini (2912m)? Sì. Bene, studiamo la montagna e chiediamoci: 1. Quali e quanti sono i sentieri che...
TERAMO. Vogliamo salire al Corno Grande perché ci piacerebbe arrivare sulla vetta più alta degli appennini (2912m)? Sì. Bene, studiamo la montagna e chiediamoci: 1. Quali e quanti sono i sentieri che portano in vetta? 2. Sono transitabili sia in inverno che in estate? 3. L’escursione è per escursionisti, per escursionisti esperti, richiede attrezzatura particolare, quali sono i dislivelli? 4. Sono abbastanza allenato ed esperto? A questo punto si decide se salire.
Il Corno Grande è una meta molto ambita e anche chi non è esperto sceglie di salire per un sentiero che è detta “la via normale”, che di normale ha solo il fatto che non è alpinistica (sentiero numero 103). Si parte dal piazzale antistante l’arrivo della funivia a Campo Imperatore: siamo a circa 2000 metri e dobbiamo arrivare a 2912. Il dislivello è quasi di 900 metri; se non si è allenati, la fatica può farsi sentire. Si prende il sentiero che va verso la Sella di Monte Aquila, a 2335 m, e di solito occorre quasi un’ora per arrivare. Il sentiero costeggia la montagna, non presenta difficoltà ma se non siete abituati a sentieri stretti che traversano costoni di montagne alte, potreste esserne intimoriti.
Il sentiero è sassoso e quindi occorrono buoni scarponi, specialmente in discesa dove si può scivolare. L’ultimo tratto è molto ripido, bisogna fare la massima attenzione, se il sentiero è affollato possono cadere sassi. Inoltre d’inverno e ad inizio primavera una parte del sentiero è esposta a nord e si possono presentare tratti innevati o addirittura ghiacciati. Se non si hanno con sé una piccozza o i ramponi, meglio rinunciare. Dalla sella il percorso diviene, per il secondo tratto, una passeggiata su campo Pericoli e termina con la salita alla sella del Brecciaio anch’essa sassosa, piena di breccia: al ritorno va presa con attenzione. Dalla sella del Brecciaio in poi, ci troviamo sulla parete nord del Corno Grande: la via normale, in realtà, dovrebbe essere più opportunamente chiamata “via estiva”, perché non è percorribile con neve e ghiaccio. Si deve inoltre fare attenzione a non sbagliare sentiero per non ritrovarsi sulla “via delle creste” che è per escursionisti molto esperti. Andiamo avanti, superiamo la bellissima conca degli Invalidi e, sempre su breccia, arriviamo a una sorta di canalino molto divertente da superare. Fate il primo tratto, poi voltatevi: da lì dovrete anche riscendere, se avete vertigini (nonostante non sia un percorso esposto) dovete tornare indietro, perché dopo il canalino, il brecciaio da superare non è un percorso turistico. Sull’ultimo brecciaio dovete seguire i bolli bianco-rossi, con attenzione. Arriverete in corrispondenza dell’affaccio sul ghiacciaio del Calderone, bellissimo. L’ultimo tratto esposto a nord può ancora presentare lingue di neve (anche a giugno) non le sottovalutate, se si scivola non è affatto piacevole. Se siete arrivati fin qui, siete sulla cresta più bella, sulle rocce più possenti, sul panorama che avevate sognato. (g.p.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

