Il Soprintendente va via e il nuovo stadio si blocca

Il trasferimento di Di Gennaro a Sassari fa saltare il permesso atteso da mesi
PESCARA. Quattro mesi e mezzo non sono bastati per avere un semplice parere tecnico sul progetto del nuovo stadio Adriatico Cornacchia. Ma ora i tempi rischiano di farsi ancora più lunghi, perché il responsabile della Soprintendenza alle belle arti e paesaggio d’Abruzzo Francesco Di Gennaro, dopo nemmeno un anno dalla nomina, è stato trasferito su sua richiesta e con le stesse mansioni agli uffici di Sassari, Olbia Tempio, Nuoro. Così, ora l’organo ministeriale abruzzese è guidato ad interim, in attesa di una nuova nomina da Roma, da Aldo Giorgio Pezzi, funzionario del dipartimento.
L’ennesimo cambio del soprintendente, avvenuto in sordina il 13 marzo scorso, ha colto di sorpresa l’amministrazione comunale, ma anche la società Pescara calcio, B Futura, la Lega di B e l’Istituto di credito sportivo, interessati all’investimento del nuovo stadio. Il progetto, riveduto e corretto sulla base delle prescrizioni avanzate dalla precedente soprintendente Maria Giulia Picchione, era in attesa di essere esaminato. L’elaborato era stato consegnato a Di Gennaro durante l’ultima riunione sul nuovo stadio che si era svolta in Regione il 7 novembre scorso. Riunione cui avevano preso parte, oltre al governatore Luciano D’Alfonso e a Francesco Di Gennaro, anche il sindaco Marco Alessandrini, il presidente della Lega B Andrea Abodi, il presidente dell’Invimit (società per gli investimenti immobiliari del ministero dell’Economia, ndr) Massimo Ferrarese, il commissario dell’Istituto di credito sportivo Paolo D’Alessio, il presidente del Pescara calcio Daniele Sebastiani, il team di B Futura (società della Lega nazionale professionisti di B per lo sviluppo infrastrutturale), il vice sindaco Enzo Del Vecchio e l’assessore allo sport Giuliano Diodati.
Durante quel vertice, era stato sottoscritto un protocollo d’intesa da Lega B, B Futura, Invimit e Istituto di credito sportivo per poter utilizzare lo strumento del fondo immobiliare pubblico per la realizzazione del nuovo stadio. Il progetto prevede un nuovo impianto sportivo solo per il calcio, simile a quello della Juventus a Torino, dove troverebbero posto negozi, un ristorante, uno o due bar e un parcheggio con oltre mille posti auto. Insomma, uno stadio conforme ai più moderni standard Uefa Euro 4, in grado anche di accogliere tutti i tipi di manifestazioni internazionali. La pista di atletica verrebbe realizzata altrove, in un’area nelle vicinanze del carcere di San Donato. Tutto questo, secondo un calcolo approssimativo, dovrebbe costare circa 40 milioni di euro. Il passaggio successivo è il parere della Soprintendenza, che deve pronunciarsi sull’idoneità o meno del progetto, rispetto ai vincoli architettonici imposti dallo stesso organo ministeriale. Vincoli contro i quali il Comune ha presentato ricorso al Tar, ma alla fine dell’ottobre scorso i giudici hanno rigettato le contestazioni dell’ente.
Ora, il progetto si è di fatto arenato. Ma l’assessore allo sport è intenzionato a far ripartire al più presto l’iter. «Entro una decina di giorni», ha rivelato ieri Diodati, «andremo al ministero dei Beni culturali per sollecitare quel parere sul progetto che attendiamo da mesi».
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