Il suo sogno, la rinascita di quel sito
L’inchiesta del 2007, le assoluzioni ed Edison condannata a pagare la bonifica
BUSSI SUL TIRINO. La discarica più grande d’Europa fu scoperta a Bussi nel 2007, ma ancora continua a contaminare un territorio situato tra i parchi nazionali.
La procura di Pescara e i forestali, proprio in quell'anno, avevano scoperto l'enorme quantità di rifiuti industriali interrati, in un terreno di proprietà di Edison, poco a valle rispetto all'industria, proprio alla confluenza tra i due fiumi. Così il sito diventa noto come la discarica abusiva Tre Monti, quella che viene definita «la più grande d'Europa»: 130mila metri cubi di rifiuti in 35mila metri quadrati.
La scoperte dell’inquinamento di Bussi aveva dato il via al procedimento penale nei confronti di 19 persone, soprattutto dirigenti e tecnici legati al polo chimico, accusate di disastro ambientale. Il primo grado, nel 2014, è terminato con l'assoluzione degli imputati. Nel secondo grado del 2017, invece, erano state condannate dieci persone. Nel 2018 la Corte di Cassazione aveva ribaltato ancora la sentenza, assolvendo le dieci persone condannate, sei di loro per prescrizione. Per quanto riguarda la giustizia amministrativa, invece, gli enti pubblici hanno avuto la meglio ed Edison deve pagare la bonifica delle discariche 2A e 2B.
Lagatta, come sindaco, ha affrontato le delicate questione della rigenerazione dei siti e proprio lo scorso 1° luglio aveva fatto il punto della situazione. «I risultati di questi tre anni di bonifica sono innegabili. Per noi è stata una sorpresa. Ci siamo dovuti ricredere», aveva detto, rimarcando che «rimangono purtroppo fuori la 2A e 2B, per le quali manca piano esecutivo. Il nostro obiettivo è quello non solo di bonificare ma di ridare vita a questo sito». Scompare quindi il volto della battaglia ambientale. Le redini del Comune passano al vice sindaco fino a nuove elezioni, che si svolgeranno nella prima data utile.

