Il sì di Elena e Margherita Vince l’amore arcobaleno

Celebrata nel municipio di Spoltore l’unione civile officiata da Maurizio Acerbo Le spose in pantaloni bianchi e camicia di seta: c’è voluto coraggio, siamo felici
PESCARA. Trionfa l'amore arcobaleno a Spoltore. Celebrate ieri, nella sala consiliare di palazzo di Città, le prime nozze lesbo in Abruzzo, ai sensi della neonata legge Cirinnà sulle unioni civili. «Vuoi tu, Margherita Montefalcone, unirti civilmente con la qui presente Elena Cornacchia?». «Lo voglio». Visibilmente emozionate, con questa semplice formula, una novità assoluta nei registri dello Stato Civile, le due spose si sono unite in matrimonio davanti a due testimoni, amici della coppia, e all'officiante del rito nuziale, l'ex deputato di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, cugino della sposa Elena.
Per l'occasione, l'ex parlamentare indossava la fascia tricolore e quella arcobaleno, emblema dei legami omosessuali e transgender. Letti gli articoli 2 e 3 della Costituzione, diritti e doveri dei coniugi declinati secondo la legge Cirinnà, ricordato il poeta della Beat generation Allen Ginsberg e «il maestro Pier Paolo Pasolini», quasi più emozionato di tutti, Acerbo ha poi fatto firmare le spose e i testimoni, e infine ha messo la sua di firma, sul registro comunale delle unioni civili. La cerimonia si è svolta in mezzora.
Sul tavolo spiccava un bouquet di fiori dai colori dell'arcobaleno. Elena e Margherita sono arrivate su una Mercedes nera addobbata con tulle bianco. Le spose, vestite uguali, indossavano pantaloni bianchi e camicia smanicata in seta tempestata di paillettes color oro. Entrambe avevano un cilindro bianco. Sono state accolte al loro ingresso in municipio dall'applauso dei presenti – cittadini, amici, raprpesentanti delle istituzioni cittadine con le ufficiali comunali Simona Milella e Rosanna Salerno.
Un caloroso applauso ha salutato le spose al termine del rito civile, all’uscita dalla sala consiliare, tra una pioggia di riso lanciato dagli amici con Elena e Margherita che, raggianti, scendevano le scale decorate a festa, anche qui con tulle bianco, millenario simbolo di nozze. «Siamo molto felici» hanno detto alla fine della cerimonia, «per fare tutto questo ci è voluto coraggio, ma a noi non è mai mancato. Facciamo battaglie per la diversità da quando eravamo ragazze, lo facciamo anche per i nostri figli, da madri e da donne. Ci vuole tanto amore, quando c'è l'amore nulla è strano, né diverso. I nostri figli sono i primi che fanno il tifo per noi, che riescono anche a parlare con le nostre famiglie, con chi ha ancora difficoltà ad accettarci». La coppia ha festeggiato in serata con amici e parenti, in abito da sposa colorato Margherita, in frac bianco Elena, al ristorante Villa Tamerici di Ortona, dov'è andata in scena un altro rito nuziale, dal valore puramente simbolico, lo scambio delle fedi.
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