Il talento di D’Emilio, l’attore pescarese che sogna Muccino

17 Febbraio 2019

PESCARA. Gli dicono che ha il volto di Gesù. Sogna di lavorare con Gabriele Muccino, ma è già stato sul set con Giuseppe Tornatore nella “Migliore Offerta”. Ha interpretato il ruolo di un picciotto...

PESCARA. Gli dicono che ha il volto di Gesù. Sogna di lavorare con Gabriele Muccino, ma è già stato sul set con Giuseppe Tornatore nella “Migliore Offerta”. Ha interpretato il ruolo di un picciotto in Squadra Antimafia 5 e dal 22 febbraio la sua voce doppierà alcuni protagonisti di Suburra 2 su Netflix. Ma ha recitato anche in “Romanzo Criminale” con Marco Bocci, “Benvenuti a tavola 2” e in alcuni spot di Trenitalia, Enel, Booking e Lavazza. Niente male per un ragazzo pescarese di belle speranze che nel 2006 entra a far parte dello Smolab, la scuola di recitazione di Giampiero Mancini e che oggi punta dritto a diventare un divo del cinema. Antonio D’Emilio, 33 anni compiuti venerdì scorso, alle spalle una nota famiglia di gioiellieri, sta costruendo la sua carriera un passo alla volta. Vive più a Roma con la fidanzata Claudia Zerulo che a Pescara, dove risiedono i suoi genitori Mariacristina e Vincenzo, il fratello Mario, calciatore e imprenditore, marito di Manila. Questi ultimi, genitori del suo adorato nipotino Alessio, «il mio primo spettatore con cui gioco a imitare Jim Carrey». Studia e impara i copioni con zelo maniacale. Di sé D’Emilio dice di essere un «perfezionista», talmente tanto che talvolta «diventa un difetto perché a furia di imparare tutto per bene perdo tempo e occasioni». Pensa che il talento «si coltivi studiando. È una bacchetta magica, il talento, che bisogna saper sfruttare». E allora, via come un forsennato a «fare provini, studiare, aggiornarsi, fare stage, leggere» con l’obiettivo di diventare un bravo attore. Elementari alla Bosco, medie alla Michetti e poi il Mecenate. La passione per il set è esplosa durante le recite a scuola. Letteralmente dominava il palcoscenico. Il cuore sempre in tumulto. Gioca un ruolo fondamentale l’intuizione di mamma Mariacristina che, col suo animo artistico, un giorno a bruciapelo dice al figlio: «Provaci, vai da Giampiero Mancini». Ci ha provato e in dodici anni Antonio ha collezionato un curriculum cinematografico di tutto rispetto. Prossimo obiettivo? «Studiare l’inglese».