Il Tar dice sì al piano di Masci contro i rumori: stop al ricorso dei locali

I giudici danno il via libera alle misure per il risanamento acustico Ecco l’ordinanza: «La tutela della salute è un interesse pubblico»
PESCARA. Troppi rumori nella zona dei locali della movida tra piazza Muzii, via Battisti e via De Cesaris con il superamento dei limiti «accertato» almeno due volte in un anno, prima dall’Arta e poi dal Comune. A fronte del chiasso che irrompe nelle case dei residenti, l’amministrazione Masci ha approvato il piano di risanamento acustico per l’area del centro e non è stato un abuso: «Non può configurarsi alcuna violazione della procedura». Lo stabilisce il Tar di Pescara con un’ordinanza firmata dal presidente Paolo Passoni che ha bocciato i ricorsi di 21 attività, tra bar, pub e ristoranti: «I motivi di ricorso appaiono infondati», dice il Tar.
DECISIONE BIS E non è la prima volta che il Tar dà il via libera al Comune sulla lotta ai rumori: era accaduto già il 24 maggio scorso quando una precedente sentenza aveva definito «corretta» la decisione dell’amministrazione comunale di tagliare i tavolini all’aperto nella stessa zona perché «la protezione dei valori ambientali e della vivibilità della zona assume rilievo senza dubbio poziore rispetto all’interesse allo sfruttamento ad uso commerciale del suolo pubblico». Stavolta, dice il Tar, annullare il piano anti rumori sarebbe «un danno grave e irreparabile agli interessi pubblici correlati alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini».
PARLA IL SINDACO Il sindaco Carlo Masci (Forza Italia) esulta: «Sapevamo di essere nel giusto perché l’amministrazione rispetta la legge, soprattutto per la tutela della salute, ma ogni volta si scatena una guerra santa contro di noi. Sui rumori, sulla strada parco e sull’asilo nido, le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato ci hanno dato ragione ma, nel frattempo», dice Masci, «ci siamo presi denigrazioni e insulti solo per aver fatto atti legittimi rivolti al bene della comunità: questa decisione è l’ennesima conferma che quello che facciamo è per il bene di tutti. Spero che qualcuno capisca che è il caso di sedersi per trovare un punto di equilibrio. E lo dico con grande serenità».
PIANO INTOCCABILE Il Tar salva il piano del Comune – approvato dopo mesi di polemiche anche interne al centrodestra – che detta l’«indirizzo generale» su permessi dei locali, controlli delle emissioni sonore e riduzione della rumorosità per la pulizia e la raccolta dei rifiuti: «Il piano di risanamento acustico ha valenza di atto programmatico e di indirizzo generale e non è, pertanto, suscettibile di immediata impugnazione non avendo la capacità di incidere in modo immediato e diretto sulle singole posizioni soggettive». Quindi, dice l’ordinanza, gli esercenti possono fare ricorso soltanto contro «eventuali atti applicativi» che saranno approvati dal Comune in forza del piano anti rumori ma il piano stesso resta “intoccabile” perché contiene «una serie di azioni generalizzate sulla regolamentazione e controllo delle attività considerate acusticamente significative: aspetti autorizzativi dei pubblici esercizi; monitoraggio delle emissioni sonore e sorveglianza; contenimento sonore dei locali di somministrazione; riduzione della rumorosità per le attività di pulizia e raccolta rifiuti».
TUTELA DELLA SALUTE La parte centrale della presa di posizione del Tar riguarda lo stato di fatto e cioè che nella zona del centro ci sono davvero troppi rumori. A dirlo sono i risultati dei controlli dell’Arta e del Comune: «Il superamento dei valori di attenzione», dice l’ordinanza, «è stato accertato non solo sulla base della relazione fonometrica effettuata dall’Arta ma anche della ulteriore successiva attività di monitoraggio dei livelli di emissione delle sorgenti acustiche posta in essere dal Comune». E il Tar, anche in questo pronunciamento, fa leva sull’interesse pubblico della tutela della salute che comprime il diritto agli affari dei commercianti: «Sussiste, in caso di sospensione dell’atto impugnato, un danno grave e irreparabile agli interessi pubblici correlati alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini».

