Il teatro Michetti per ora non riapre: servono altri soldi

19 Agosto 2022

L’assessore Albore Mascia: mancano arredi e palcoscenico Comune in attesa del finanziamento da un milione e mezzo

PESCARA. Doveva essere pronto nel 2020, secondo quanto annunciato nel 2018 dall’allora assessore ai Beni culturali Giovanni Di Iacovo. Due anni dopo quella data-traguardo, il teatro è ancora chiuso, dopo la fine del restauro della facciata principale, lo scorso anno, ridipinta di bianco-grigio-crema, come i colori originari, i lavori sono al palo.
«Per completare l’opera mancano il palcoscenico e gli arredi, ma servono un milione e mezzo di euro», precisa l'assessore ai Lavori pubblici Luigi Albore Mascia che elenca gli interventi effettuati fino ad oggi, con il condizionamento dei continui stop dei cantieri durante l’emergenza pandemica: «La ristrutturazione è stata completata», spiega l’assessore, «insieme al consolidamento sismico, l’impianto antincendio realizzato ex novo, il tetto ristrutturato completamente. La platea e le galleria sono pronte, realizzato l’impianto elettrico per la predisposizione delle luci, le facciate riportate ai colori originali con studi storici effettuati dalla Sovrintendenza. Ora mancano gli arredi e il palco», conclude Albore Mascia che non si sbilancia sull’attesa data di riapertura dello storico teatro, intitolato all’allora proprietario Vincentino Michetti.
«Per la riapertura», puntualizza l’assessore, «ogni ipotesi è condizionata dal reperimento delle risorse, ultimo miglio per restituire alla città un patrimonio storico. Dopo le elezioni, con la formazione del nuovo Governo, proseguiremo il dialogo col ministero della Cultura».
«Il teatro Michetti tornerà agli antichi splendori», è la promessa del sindaco Carlo Masci e dell'assessore ai Lavori Pubblici. Il palco che sarà montato nella struttura comunale riammodernata, sarà estensibile, e concepito con le moderne tecnologie per soddisfare tutte le esigenze artistiche e dotata di una grande platea con una capienza di 201 posti.
Altri 170 saranno realizzati in galleria, per complessivi 371 posti a sedere, contro i 400 dell'epoca.
Il “teatro bomboniera”, come lo definiscono i nostalgici, è morto e rinato mille volte, tra abbandoni, chiusure e degrado. Nel «1944 il teatro fu distrutto da un incendio», si legge nella relazione tecnica del Comune che attinge agli scritti dello storico Licio Di Biase, «e nel 1948 fu ricostruito ad opera dei figli di Vicentino, Camillo e Visconti».
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