Il telefonino di padre Luciano è squillato a vuoto per 4 giorni

Il giallo di Medjugorje: un mese fa la scomparsa del 79enne missionario di Civitella Casanova I fedeli hanno chiamato il sacerdote dal 2 al 6 agosto, senza avere risposta. Poi sono partite le ricerche
PESCARA. Il telefonino di padre Luciano Ciciarelli ha continuato a squillare ininterrottamente per quattro giorni, dal pomeriggio del 2 agosto e fino al 6, prima che la batteria si esaurisse e mandasse l’ultimo, flebile, segnale il 7 agosto. Se il sacerdote scomparso a Medjugorje, in Bosnia ed Erzegovina, è caduto mentre stava raggiungendo a piedi la montagna della via crucis, ha perduto il cellulare o comunque non è stato in grado di riprenderlo e di chiamare aiuto.
Nessun sequestro. «Ma ritengo che l’ipotesi del sequestro di persone o altre azioni contro padre Luciano siano poco credibili: sembra strano che dei rapitori lascino il telefonino al sequestrato», sostiene padre Angelo Livio Epis, superiore provinciale dei missionari monfortani e referente del 79enne sacerdote di Civitella Casanova. Oggi, cade un mese dalla sparizione del prete e, nonostante che le ricerche continuino, tutti i tentativi dei soccorritori si sono rivelati vani.
Le ricerche. Il lavoro prosegue in condizioni climatiche difficili, sotto un sole che arriva a 37 gradi e in un territorio particolarmente impervio, che potrebbe essersi rivelato fatale anche per padre Ciciarelli. Le squadre di Mostar e Citluk continuano a battere l’area della collina delle Apparizioni.
Ma anche l’utilizzo dei cani non ha prodotto risultati. Il cellulare squillato a vuoto per 4 giorni fa aumentare il rammarico considerando che le ricerche sono scattate solo l’8 agosto, sei giorni dopo la scomparsa. La ricostruzione degli ultimi movimenti di padre Luciano fornita da padre Angelo focalizza l’attenzione anche su un altro dettaglio importante.
Il testimone. L’ultima persona che ha visto e fotografato il sacerdote di Civitella Casanova è stato un peruviano, il Paese dove padre Ciciarelli aveva svolto l’attività di missionario per 33 anni. Al pellegrino sudamericano, il missionario aveva dato appuntamento quella domenica per il pomeriggio alle 17 per seguire insieme una testimonianza al festival dei giovani. Non vedendolo arrivare, racconta padre Angelo, il peruviano l’ha chiamato sul telefonino, ma dall’altra parte non è arrivata risposta. Il pellegrino, evidentemente in quel momento non si è preoccupato più di tanto, ma nei giorni successivi e fino al 6 agosto, dunque quattro giorni dopo la scomparsa («Sempre che quest’ultima sia avvenuta il 2 agosto», esprime perplessità il padre superiore) altre persone hanno provato a contattare il missionario, senza successo. Le parole di padre Epis raccontano l’apprensione di tutti quelli che conoscono il sacerdote: «È trascorso un mese da quando non abbiamo più notizie di padre Luciano. L’inquietudine e il dolore della famiglia, dei missionari monfortani e di tante donne e uomini sono sempre più forti. I miei confratelli, in Italia e all’estero, vivono con profonda trepidazione».
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