Il titolare di Uza, derubato a febbraio: così non si va da nessuna parte

«Ti ritrovi a svegliarti la notte perché un balordo che non sa neanche lui quello che fa, sfonda la vetrina a calci e spallate. E se lo trovano, al massimo si beccherà una denuncia. È un disastro...
«Ti ritrovi a svegliarti la notte perché un balordo che non sa neanche lui quello che fa, sfonda la vetrina a calci e spallate. E se lo trovano, al massimo si beccherà una denuncia. È un disastro completo, così non andiamo da nessuna parte». Queste le parole di Ugo Zamparelli (nella foto), titolare del negozio di pelletterie Uza di viale Marconi, dove il ventenne marocchino che ora ha confessato 12 spaccate ha mandato in frantumi una vetrina laterale il 7 febbraio. Per quattro minuti ha preso a calci e spallate la porta, facendola crollare. Poi, però, essendosi attivato il sistema di allarme, è stato costretto a fuggire. La polizia lo ha identificato, per quell’assalto, e lo ha denunciato. Con la confessione di due giorni fa di altri 12 colpi lui stesso si è accollato altre responsabilità, a suo carico, ma per il momento è ancora a piede libero, come temeva Zamparelli.

