Il tribunale al fianco delle donne: tutti insieme contro la violenza

24 Novembre 2020

La procura ha inaugurato un nuovo ufficio giudiziario per l’ascolto immediato di chi subisce soprusi Prevista una sinergia tra forze di polizia per attivare tutti i servizi di sostegno. Mantini: reati in ascesa

PESCARA. Alla vigilia della Giornata nazionale sulla violenza di genere, la Procura di Pescara offre il suo fattivo contributo per combattere questa piaga, purtroppo sempre più in crescita.
Lo fa inaugurando un nuovo servizio che si chiama Gav, Gruppo anti violenza, che è stato ubicato volutamente nella zona a piano terra della galleria del tribunale: una posizione strategica che interpreta «lo scopo specifico», spiega la procura, «di creare una zona franca, aperta e accessibile a coloro che necessitano dell'ascolto di giustizia e che sarà in tal modo fruibile anche in questo periodo di limitazioni nell'accesso agli uffici giudiziari per effetto della normativa emergenziale da pandemia Covid».
Un ufficio destinato a far fronte alle plurime esigenze investigative volte a contrastare il gravissimo fenomeno dei reati in danno dei soggetti fragili, per tutelare coloro che, solo in un secondo tempo, potranno divenire parti del processo penale. Questa unità vede per la prima volta una sinergia di più forze di polizia delegate ad attivare tutti i servizi di sostegno alle vittime (dai servizi sociali ai centri di accoglienza, agli sportelli ospedalieri e non da ultimo quelli di assistenza psicologica e legale).
«Quello sulle violenze di genere è un problema serissimo», commenta il procuratore Annarita Mantini che ha voluto fortemente questa iniziativa, «e lo si evince anche dai numeri dei fascicoli in Codice Rosso», così denominati perché riguardano appunto questo tipo di denunce contro le violenze di genere, «che sono in ascesa. Questo ufficio nasce dentro la procura, e dunque ufficio giudiziario a tutti gli effetti: era necessario dare un segno tangibile e credo che ci siamo riusciti. E' la prima volta che una istituzione si apre all'esterno anche per sensibilizzare professionisti come ad esempio avvocati, psicologi, per orientare le vittime verso una serie di iniziative anche civili da intraprendere. Un sostegno per una serie di contesti più o meno fragili, per agevolare il contatto tra la collettività e il sistema giustizia, per poter seguire la vittima in tutta l'attività investigativa e darle il sostegno necessario. Potremmo definirlo una sorta di ponte che vuole essere una risposta concreta al fenomeno della violenza di genere».
«Un esperimento di esercizio di giurisdizione in chiave moderna», come si legge in una nota della Procura, «efficace e si auspica efficiente, nel quale dovranno convergere più azioni di tutela, nell'ottica di preservare in modo reale quanti sono quotidianamente costretti a subire comportamenti violenti, vessatori, ormai inaccettabili, ma tuttavia dolorosamente ricorrenti». Il gruppo di magistrati che curerà questa iniziativa è composto da Marina Tommolini, che finora si è fatta carico della grossa mole dei Codici Rossi, e Fabiana Rapino, con il coordinamento del procuratore Mantini. La "prima accoglienza" al Gav è fatta dall'ispettrice Cinzia Di Cintio che opera con una collega dei carabinieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA