Il tribunale riabilita tre dirigenti licenziate

26 Maggio 2016

San Giovanni Teatino, saranno riassunte dal Comune che ora dovrà risarcire oltre 150mila euro

SAN GIOVANNI TEATINO. Sono state ingiustamente licenziate le tre dirigenti della defunta società comunale Fb Servizi, mandate a casa l'anno scorso dal Comune, quando l'azienda fu dismessa. Lo ha decretato il tribunale di Chieti in una sentenza, piombata ieri come un macigno sulle casse comunali, che condanna la Sgt Multiservizi, subentrata alla Fb, a reintegrare le tre dirigenti.

Il verdetto del giudice del lavoro Laura Ciarcia di fatto annienta il piano di riorganizzazione dei servizi varato, un anno e mezzo fa, dall'amministrazione del sindaco Marinucci per razionalizzare le spese. Nell'ambito delle manovre di spending review, la giunta decise, e successivamente il Consiglio approvò, lo cessazione della Fb e la costituzione di una nuova società comunale al 100%.

Il risparmio, secondo i piani dell'esecutivo, si sarebbe dovuto realizzare tagliando dall’organico della nascente Sgt Multiservizi le tre figure apicali che fino a quel momento avevano svolto il ruolo di dirigente nella Fb, professsionalitàritenute di troppo e troppo costose dall'amministrazione Marinucci. Le loro mansioni sono state affidate a marzo 2015 a funzionari interni del Comune. Le tre dirigenti hanno però impugnato il licenziamento. La sentenza pubblicata ieri dà torto al Comune, per «frode alla legge sui licenziamenti», e condanna la Sgt Multiservi a rimettere subito al lavoro le dirigenti che dovranno essere risarcite degli stipendi e di tutti gli emolumenti accessori (ferie, contributi e tfr) non percepiti dall'anno scorso a oggi. Stipendio che, per almeno una delle ricorrenti, stando a quanto stabilito dal giudice a pagina 13 della sentenza, sulla base della busta paga di aprile di 2015, ammonta a 2mila 728 euro. Al momento, di sicuro c'è che il Comune non ha copertura finanziaria per indennizzare le tre riammesse al lavoro. Il che equivale a una mazzata per oltre 150mila euro. Inoltre, l'ente dovrà pagare le spese legali, più di 23mila euro. Sulla sentenza interviene il candidato sindaco-ex sindaco di Insieme-Pd, Verino Caldarelli, da sempre contrario alla dismissione della Fb, che egli stesso aveva fondato: «I nodi di un'azione volta a distruggere opere e servizi della mia e a colpire le persone che hanno collaborato alla loro realizzazione cominciano finalmente ad arrivare al pettine. Chiunque sarà chiamato a guidare il Comune, avrà l'obbligo di fare quanto necessario affinché a pagare non siano i cittadini, ma chi ha pensato di poter liberamente e irresponsabilmente mettere in atto azioni caratterizzate da evidente spirito ritorsivo, che tra l'altro erano state annunciate».

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