Il tributo della sinistra: Nino Sospiri senza macchia

In 500 al Massimo per il documentario sul sottosegretario a 10 anni dalla morte Omaggio anche da Melilla e Acerbo. Gasparri: era un uomo scolpito nel marmo
PESCARA. L’immagine che nessuno dimentica è quella di Nino Sospiri con il pizzetto canuto, piantato al centro di piazza Salotto, che grida con voce ferma la parola “onestà”. Lo sguardo fisso e quel timbro inconfondibile: sembra quasi di risentirlo, tra le file strapiene del teatro Massimo, mentre punta il dito verso la folla scandendo di non essere ricco e di non aver mai accettato una lira da nessuno. Uomo «scolpito nel marmo, che ha sempre difeso con coerenza e tenacia i propri ideali», per utilizzare un’espressione del vice presidente del Senato Maurizio Gasparri (Pdl), ma anche «persona senza alcuna macchia», per dirla con il deputato di Sel Gianni Melilla. Ieri, nel giorno della convention “Nino è Nino sempre…qui o altrove” voluta dal nipote, il consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri, per ricordarne i dieci anni dalla scomparsa, l’ex sottosegretario ai trasporti e alle infrastrutture (Msi prima e An dopo) ha avuto il merito di riunire sotto lo stesso tetto circa 500 tra simpatizzanti ed esponenti di destra e sinistra di ieri e oggi. Un numero altissimo, se confrontato con gli incontri politici dei giorni nostri e soprattutto se si contano i tanti cittadini che non sono riusciti a entrare in una sala gremita oltre misura. Ospiti d’eccezione il senatore Gasparri, il deputato umbro Pietro Laffranco e il consigliere azzurro dell’Emilia Romagna Galeazzo Bignami. Sospiri junior si è accomodato tra l’ex deputato di Rc Maurizio Acerbo, che ha ricordato cun abbraccio co n Sospiri, e l’ex onorevole di destra Raffaele Delfino. Ma l’elenco dei presenti è davvero corposo: i parlamentari Fabrizio Di Stefano e Paola Pelino, i sindaci di Chieti Umberto Di Primio e Pianella Sandro Marinelli e tanti altri esponenti ed ex esponenti della politica locale come Mauro Febbo, Guido Cerolini, Fabrizio Rapposelli, Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco, Berardino Fiorilli, Armando Foschi, Isabella Del Trecco, Marina Febbo, Ottavio De Martinis, Giuliano Rossi, Guerino Testa e Augusto Di Luzio. «Nino Sospiri», ha detto Gasparri, «è stato prima di tutto un amico con il quale ho condiviso il processo di trasformazione e modernizzazione della destra italiana. Un uomo scolpito nel marmo, non disponibile al compromesso, che ha sempre difeso con coerenza e tenacia i propri ideali, una figura di primo piano della stagione politica abruzzese e nazionale. Lorenzo l’ho conosciuto dalla sua prima candidatura a un consiglio circoscrizionale». Il ricordo dell’ex sottosegretario è affidato a un documentario che comincia in un piovoso 2 gennaio 2006 con le rose rosse disposte sui banchi del consiglio comunale di Pescara e la bara di Nino Sospiri portata tra le ali di folla e gli ombrelli aperti. Dieci anni dopo sono le interviste a 7 politici (Silvio Berlusconi, Ignazio La Russa, Gianfranco Fini, Gasparri, Delfino, Melilla e Acerbo) a ripercorrere le battaglie appassionate per l’ambiente, il lavoro e la famiglia, gli anni della militanza nel Msi e quelli del passaggio ad An assieme a Fini, fischiatissimo dal pubblico. E mentre il nipote Lorenzo si trincera dietro un silenzio commosso è l'attore Stefano Angelucci a strappare applausi e risate. A Gasparri tocca l’aneddoto più gustoso: «Era convinto che Fini ci avrebbe tradito. Organizzò una cena e per tre volte gli chiese: Gianfranco ma tu ce lo assicuri che poi non cambi idea?».
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