Il tricolore del re torna a Lettomanoppello

24 Giugno 2024

LETTOMANOPPELLO. Un telo fragile e sbiadito che però racconta una storia antica e potente. Un tricolore, con lo stemma sabaudo al centro, che 164 anni fa, il 18 ottobre 1860, accolse a Chieti re...

LETTOMANOPPELLO. Un telo fragile e sbiadito che però racconta una storia antica e potente. Un tricolore, con lo stemma sabaudo al centro, che 164 anni fa, il 18 ottobre 1860, accolse a Chieti re Vittorio Emanuele col tripudio della folla festante. Lo cucì a mano Dorinda De Sanctis, donna di elevata istruzione, all’epoca 56enne, insieme alle nipoti, e poi lo fece sventolare sul balcone di casa prima di scendere in strada con lo scialle tricolore sulle spalle. Quella bandiera dal valore inestimabile, sopravvissuta alla narrazione del tempo, venerdì scorso a Lettomanoppello, nel corso di una cerimonia, è stata consegnata da Paola De Sanctis Ricciardone, discendente della famiglia De Sanctis, nelle mani del deputato Luciano D’Alfonso e del sindaco Simone Romano D’Alfonso, prima di essere trasferita e conservata nel restaurato palazzo De Sanctis di piazza Umberto I.
Ad accogliere la prof De Santis Ricciardone il presidente della costituenda Fondazione Palazzo De Sanctis, Silvia Elena Di Donato, l’esperta di storia locale Sandra De Felice e il comandante della stazione dei carabinieri, Mauro Chiavaroli.
«Ringrazio molto la professoressa Ricciardone», il commento dell’onorevole D’Alfonso, «per aver accolto la mia richiesta istituzionale di ricevere per uso collettivo, educativo e di coltivazione della memoria la bandiera italiana tricolore con lo stemma sabaudo che la sorella del nonno di suo nonno, signora Dorinda, cucì e fece sventolare dal balcone. Coinvolgeremo la soprintendenza per fare sì che la conservazione del drappo, sia la migliore possibile e con i materiali e tecnologie più adatti con un guida che possa accompagnare studenti e turisti alla conoscenza».
«Questa bandiera rappresenta non solo un simbolo del nostro passato, ma anche un ponte verso il futuro, ricordandoci l’importanza di preservare e valorizzare la nostra eredità culturale», conclude il sindaco di Lettomanoppello, che ringrazia D’Alfonso per essere «motore» dell’iniziativa e «garante» delle attività future a palazzo De Sanctis.
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