Il trisavolo scomparso ritrovato dopo un secolo

25 Agosto 2015

Una studentessa di 19 anni di Manoppello ha scoperto nel sacrario di Oslavia i resti del nonno di suo nonno, morto durante la Prima guerra mondiale

MANOPPELLO. Per anni ha sentito dire a casa che il suo trisavolo, cioè il nonno del nonno, era sparito in Russia durante la prima guerra mondiale. Nessuno sapeva che fine avesse fatto davvero, fino a quando ha deciso di intervenire direttamente ed è stata lei, Melissa De Melis, una studentessa di 19 anni di Manoppello Scalo, che in paio di settimane è riuscita a scoprire le circostanze della morte del suo antenato e ha persino rintracciato i resti, in Friuli Venezia Giulia.

La giovane e improvvisata investigatrice ha deciso di venire a capo della questione perché vorrebbe realizzare un albero genealogico della famiglia, e così ha cominciato a indagare. «In casa», spiega, «si è sempre detto che il mio trisavolo, Antonio Perna, nato ad Alanno il 6 giugno 1886, sposato e con tre figli, risultava disperso in guerra». Nessuno sapeva in che circostanze fosse morto questo il bersagliere del quarto reggimento, e nessuno si è mai preoccupato di saperne di più, in quasi cento anni.

Melissa ha cominciato la sua ricerca all'Archivio di Stato di Pescara, dove ha scovato l'atto di morte del nonno di suo nonno e ha scoperto che il decesso è avvenuto in Slovenia, sul monte Sleme, il 17 dicembre 1916, per un colpo di fucile in testa. A quel punto ha deciso di prendere contatti direttamente con la Slovenia e ha inviato una prima e-mail a un indirizzo assolutamente generico, trovato on line, non sapendo dove cominciare. Ha scritto a “info@slovenia.info”, ed è andata bene. «Mi hanno risposto e mi suggerito di contattare la fondazione Walk of Peace Foundation, e da lì mi hanno consigliato di cercare nel sacrario di Oslavia, una frazione di Gorizia, considerato che negli anni '30 sono state smantellate le strutture esistenti in Slovenia e i resti trasferiti in Friuli». Il passaggio successivo è stato l’aggancio con il sacrario di Oslavia. «Non hanno risposto subito, per cui ho chiamato il sacrario militare di Redipuglia, sempre in Friuli, dove ci sono anche i registri di Oslavia e mi hanno detto che i resti del trisnonno erano lì».

La studentessa non si è accontentata di e-mail e telefonate e ha voluto toccare con mano. È partita con i genitori, Annalisa e Antonello, e ha raggiunto il sacrario, dove c’è lo spazio riservato a Antonio Perna, che ha ritrovato grazie al numero della tomba che le era stato comunicato a conclusione della sua ricerca. «Ero molto emozionata, quando sono arrivata lì», commenta. «E al termine di questa esperienza posso dire che è stato tutto molto bello e sono orgogliosa di me. Ho coinvolto il nonno, Gioacchino Odoardi, in ogni passaggio, sapendo che provava le mie stesse sensazioni. Quando hanno risposto da Oslavia ero da lui, a Alanno. E adesso dice di voler raggiungere l'ossario per salutare il padre di sua madre Maria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA