Il turismo, l'industria e le favole

26 Aprile 2015

Tutti noi vorremmo vivere in un mondo migliore, in cui i mulini siano bianchi e si possano trascorrere lunghe giornate davanti al mare sorseggiando un buon Pecorino fresco. Ma tutti noi sappiamo anche che la realtà è un po’ meno idilliaca e molto più concreta. Lo dico perché temo che la vigilia dell’Expo stia creando troppe illusioni su quello che due settori come il  turismo e l’agroalimentare potranno dare a questa regione: non c’è dubbio che in entrambi i comparti ci siano enormi margini di crescita, ma è altrettanto certo che quel che oggi ci resta del benessere abruzzese poggia soprattutto su una cosa che si chiama  industria.

Non lo diciamo noi, lo dicono le cifre.

Ci sono settori come l’automotive che ormai pesano per un quinto del prodotto lordo regionale e che danno lavoro a migliaia di persone per 12 mesi all’anno, non per una stagione che non ne dura più di tre. Notizie come quella che provengono dalla Denso di San Salvo, che ha appena ottenuto una commessa da 700 mila motorini elettrici l’anno dalla Bmw, o dalla Magneti Marelli di Sulmona e dalla Pilkington di San Salvo, che forniranno componenti alla nuova Alfa Romeo Giulia, vanno quindi salutate con un favore almeno pari ai riconoscimenti che le nostre straordinarie eccellenze riceveranno all’Expo. E anche il sostegno dev’essere altrettanto pieno. Dalle industrie si deve pretendere che abbiano un rapporto corretto coi dipendenti, che rispettino l’ambiente e che paghino le tasse, ma in cambio devono sentire di essere vissute dalle comunità con orgoglio, non con fastidio. Il resto è fatto di favole, che fanno male a chi le racconta e a chi le ascolta.

Buona domenica a tutti.