il viaggio della speranza verso la norvegia
Per una notte intera hanno vagato in stazione. Scalzi, sporchi e denutriti. Poi, ieri mattina, sono stati notati dal personale della polizia ferroviaria che li ha fermati e portati in ufficio,...
Per una notte intera hanno vagato in stazione. Scalzi, sporchi e denutriti. Poi, ieri mattina, sono stati notati dal personale della polizia ferroviaria che li ha fermati e portati in ufficio, scoprendo che si tratta di due ragazzini di nemmeno 16 anni arrivati in Italia di recente, e originari dell'Eritrea.
Non è stato per niente semplice comunicare con loro, perché non capiscono e non parlano neppure una parola di italiano. Hanno fatto intuire a gesti di avere tanta fame e sete dopodiché il personale della Polfer, diretto da Davide Zaccone, è riuscito a trovare in tempi rapidissimi una donna eritrea in grado di tradurre in tempo reale, telefonicamente, il racconto dei due giovanissimi.
I due hanno spiegato di non voler restare a Pescara, ma di avere intenzione di raggiungere la Norvegia, anche se al momento appare assai difficile che possano riuscirci.
Gli accertamenti della polizia ferroviaria hanno consentito di scoprire che sono entrati in Italia il 26 giugno, a Brindisi, probabilmente dopo aver affrontato un viaggio della speranza a bordo di un barcone. Ed è verosimile che siano stati assegnati a qualche comunità ma, anche, che siano fuggiti per inseguire il loro sogno.
Ma è chiaro che non hanno gli strumenti per realizzare il loro sogno, e lo dimostrano le condizioni igieniche in cui sono stati trovati ieri. Come prima cosa la Polfer si è preoccupata di sfamarli e ripulirli e per questo si è affidata alla mani esperte del centro polifunzionale “Train de vie” che si trova alle spalle della stazione. I due sono stati rifocillati, lavati e vestiti per bene e poi, attraverso i servizi sociali del Comune di Pescara, sono stati collocati dal Tribunale per i minorenni in una casa famiglia di Montesilvano.
Ora cominciano gli accertamenti per capire la reale provenienza dei due eritrei che sarebbero stati costretti a scendere a Pescara mentre erano diretti da Brindisi a Milano. E, una volta qui, hanno dovuto riprogrammare il loro viaggio verso il nord. (f.bu.)

