Il viaggio sull’autostrada passata in nuove mani

9 Luglio 2022

Nessuno degli ex dipendenti di Sdp è stato avvertito: è un giorno come gli altri Parlano casellanti ed elettricisti. E all’uscita di Bussi spicca la scritta Anas

SULMONA. Sono andati a letto alle dipendenze di una società e si sono svegliati sul libro paga di un’altra. Ma quella di ieri, per gli ormai ex dipendenti di Strada dei Parchi, è stata una giornata uguale alle altre. Si sono svegliati alla stessa ora, prendendo servizio regolarmente nello stesso luogo, nei cantieri già aperti, nei vari caselli autostradali dell’A24 e A25 e negli uffici, sulla stessa sedia di sempre e le squadre di lavoro utilizzando le auto di servizio di Strada dei Parchi. Apparentemente non sembra accaduto nulla.
Lo abbiamo potuto constatare nel piccolo viaggio effettuato dal casello di Pratola Peligna-Sulmona a quello successivo di Bussi-Popoli dell’A25, incontrando e parlando con alcuni dipendenti. Quasi tutti non erano a conoscenza di aver cambiato società e di essere passati, nel volgere di una notte, da Strada dei parchi alle dipendenze dell’Anas.
GLI ELETTRICISTI. Sono in due e li incontriamo sotto la tettoia del casello autostradale di Pratola, appena scesi dalla vettura di servizio sulla quale campeggiano il logo e la scritta di Strada dei Parchi. «Ieri è un po’ come oggi, facciamo le solite attività controllando la funzionalità dei totem elettronici. Non sappiamo nulla se non quelle poche cose lette sui giornali e ascoltate in tv, per il resto non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione e per noi, paradossalmente, è davvero un giorno come gli altri. L’unica cosa che abbiamo notato è che vanno in giro sull’autostrada macchine dell’Anas. Per quel che ci riguarda, come elettricisti dobbiamo occuparci della tratta di competenza e rispondere alle richieste di emergenza, quando ci sono». E il collega che gli sta accanto esclama: «Ci auguriamo solo che il prossimo 27 del mese ci venga accreditato regolarmente lo stipendio, così come è avvenuto fino ad oggi. Strada dei parchi o Anas? Non ci interessa più di tanto. L’auspicio è che il passaggio sia positivo, anche se un vecchio detto recita che chi cambia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova».
L’ADDETTO AL CASELLO. «Non sappiamo nulla e non posso dirle nulla. Se vuole può andare al casello di Brecciarola, lì sicuramente c’è qualcuno che ne sa più di me. Nessuno ci ha comunicato alcunché, siamo in attesa che qualcuno ci dica qualcosa. Ho 63 anni e 44 anni di servizio, e se dovessero presentarsi problemi o difficoltà, sono pronto a passare alle dipendenze... dell’Inps. Se resto ancora al lavoro è solo perché a mia moglie mancano ancora 5 anni per andare in pensione, altrimenti già da un pezzo avrei fatto domanda per congedarmi definitivamente».
È all’oscuro di tutto anche l’altro casellante che, tra un’auto e l’altra, trova il tempo di rispondere: «Ho capito leggendo il giornale di oggi, per il resto non so nulla. E se dovesse andare male cercherò di esaudire il mio sogno, quello di andarmene in Indonesia, dove si vive sicuramente meglio che in Italia e, soprattutto, non succedono queste cose».
VERSO IL CASELLO DI BUSSI. Percorrendo l'autostrada si incontrano squadre di operai regolarmente al lavoro, furgoni carichi di segnali e lavoratori che sistemano i guard rail regolando il traffico delle auto in transito. Anche per loro non è cambiato assolutamente nulla.
«Se la vedranno loro, le grandi società, noi non possiamo decidere nulla ed è già tanto che oggi stiamo qui a lavorare», afferma un operaio, «io pensavo di dover restare a casa per qualche giorno, il tempo del passaggio delle consegne. Ma nessuno ci ha detto niente e siamo qui, come tutti i giorni al lavoro, in attesa della pausa pranzo e poi, a fine giornata, di tornare a casa per il meritato riposo».
Nel casello di Bussi c'è una sola dipendente in servizio. Deve gestire l'intera stazione verificando che tutto vada bene sia in entrata che in uscita. «Non so cosa sia accaduto questa notte», dice frettolosamente, «io sono stagionale e sono l'ultima che può risponderle a questa cosa. Per me conta solo che mi venga confermato l'incarico».
All'uscita del casello di Bussi, oggi finalmente funzionante in entrambe le direzioni, c'è la famosa rotatoria realizzata dopo tante polemiche, proprio dall'Anas. In mezzo, ironia della sorte, campeggia una gigantesca scritta della società, come dire: da oggi qui, ci siamo noi.
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