Il vigile licenziato: «Sempre in servizio, altro che furbetto»

3 Ottobre 2016

Pasquale Solari parla dopo due mesi di arresti domiciliari: «Da solo a controllare il Parco. Il cartellino? Una formalità»

PESCARA. Due mesi di arresti domiciliari finiti con l’obbligo di dimora e conditi da quello che il sindaco aveva annunciato subito dopo l’arresto per truffa pluriaggravata lo scorso 19 luglio: il licenziamento, arrivato proprio tre giorni fa.

L’ex maresciallo della polizia municipale Pasquale Solari, 61 anni e 35 di servizio, accusato dalla guarda di finanza, con tanto di video e fotografie, di essere andato a pesca e a giocare ai videopoker durante l’orario di lavoro e dopo aver timbrato regolarmente il cartellino (all’Aurum o al Palaelettra), adesso che può uscire se ne va sulla spiaggia, la stessa dove i finanzieri l’hanno spiato per settimane producendo le prove che secondo l’accusa l’inchiodano.

Seduto su una sedia davanti al mare di Francavilla, una sigaretta dopo l’altra, Solari accetta di rispondere alle domande del Centro.

Partiamo dal licenziamento, come si sente?

Mi sento punito da niente e da nessuno. Dimostrerò la realtà delle cose, completamente diversa.

Ma ci sono le foto della Finanza, c’è lei che scende dalla barca da pesca, che gioca ai videogiochi, come le spiega?

Quando è venuta la Finanza ad arrestarmi ho detto, e ci sono i testimoni, “vi stavo aspettando da tanto”. Mi avevano avvisato dal comando che c’era un’indagine. E poi, che non li avevo visti a scattare le foto? Me li ritrovavo da tutte le parti, ma ho continuato a fare quello che ho sempre fatto perché non avevo nulla da nascondere.

Ma quando sono state scattate quelle foto lei era in servizio o no?

Chiariamo una cosa: io le mie sei ore di lavoro le ho sempre fatte. Solo che timbravo alle 7 e finivo alle 17 senza percepire straordinari o niente perché quel servizio, gestito da solo, lo potevi fare solo in quel modo per cercare di coprire tutto. Senza contare che in molte di quelle foto ero in ferie. Ma la dimostrazione è che adesso, dopo che mi hanno mandato via, ci hanno messo 4 vigili urbani a seguire il parco D’Avalos. Ma quando chiedevo i rinforzi io, non mi ha mai sentito nessuno. Anche quando ho chiesto di essere spostato ad altre mansioni. Mi hanno lasciato qui. Adesso mi chiamano, come si dice? Lo sveltino del cartellino, il furbetto? Ma che furbetto. Lavoravo anche la domenica, anche se ero a riposo, quando mi chiamavano dal parco per qualche situazione, come a Pasqua o a Pasquetta, quando mi venivano a chiamare perché gli zingari si piantavano dentro il parco con le casse stereo a fare i loro pranzi. Allora? Chi lo sa quanti tossici ho tirato fuori dai bagni del parco e gliel’ho fatti ripulire? Arrivavo all’improvviso, e senza fare lo sceriffo, non ho mai voluto neanche l’arma.

Insomma tutto in regola.

Quello che facevo io lo sapevano tutti, lo sapevano al comando, i miei colleghi. Il cartellino era una formalità perché lavorando da solo non rispettavo il turno normale.

Però andava a timbrare in ciabatte e senza divisa.

Mai andato in ciabatte. Senza divisa sì, a volte perché era sporca di fango, più spesso perché preferivo muovermi in borghese, soprattutto quando dovevo controllare qualcosa o qualcuno. Ma anche questo lo sapevano bene al comando, li ho avvertiti 50mila volte. E comunque mi posso vantare di aver ripulito il parco negli otto dieci anni che ci sono stato.

Prima che faceva?

Prima facevo servizio a Palazzo di Città, c’ero io quando venne in visita il presidente Scalfaro. Mi ha spostato il sindaco che ora fa il presidente della Regione. Poi seguivo la spiaggia libera della Nave di Cascella, avevo costruito una barca dove tutti gli sposi veniva a farsi le foto. Da là sono cominciate gelosie e cose strane.

Però, tornando alle indagini, ci sono le foto mentre gioca ai videopoker, alle macchinette. Queste come le spiega?

Una dipendenza. Ma mi sto curando.

Non si sente un “furbetto” ma la notizia del suo arresto ha fatto il giro d’Italia, soprattutto poche settimane dopo la riforma Madia sulla pubblica amministrazione. Come l’ha vissuta?

Non mi sento di aver truffato niente e nessuno, sapevano tutti come lavoravo. E pensare che quando è uscita la storia dei furbetti del cartellino, ad altri dipendenti che venivano a timbrare all’Aurum gli ho detto mo stetv attent’.

Perché, che facevano?

Uno timbrava per sei, sette. Lasciamo perdere. Ma gli dissi che la dovevano smettere. E la smisero.

C’è qualcosa che si rimprovera?

Mi rimprovero di essere stato un coglione.

Perché?

Mi sono fidato troppo di quello che mi dicevano in ambito professionale.

Si sente tradito da qualcuno?

Chi deve saperlo lo sa. E infatti persone che si facevano vedere spesso da ’ste parti sono sparite. E poi le dichiarazioni che non hanno fatto. Mi aspettavo che il comandante anche conoscendomi poco, per quelle che erano le nostre relazioni intervenisse.

E nella zona dove abita e dove ha lavorato, al confine tra Francavilla e Pescara, come l’hanno preso i cittadini per cui era il vigile del parco?

Durante gli arresti in casa mi hanno fatto avere le sigarette, i viveri, molti si sono preoccupati di chiedermi se avevo bisogno di qualche spicciolo. Non mi sono sentito giudicato, anzi.

Ha parlato degli arresti, come sono stati questi due mesi chiuso in casa?

Tosti. A un certo punto mi volevo impiccare. Avevo preparato il laccio col nodo e un cartello con scritto Viva la legge. Mi ha fermato mio nipote.

La prima cosa che ha fatto appena finiti i domiciliari?

Mi sono andato a tuffare in acqua, al mare.

Adesso che cosa farà?

La prima cosa che ho chiesto, di andare a parlare con il pm. Voglio chiarire la mia posizione e dire tutto.

Perché non l’ha fatto prima?

Perché eravamo all’inizio, non c’ho capito niente.

Che cosa si sente di dire a quanti l’hanno giudicata, secondo le accuse che le sono state mosse?

State attenti a come vi muovete, perché a essere trasparenti vi ritrovate come me.

Come lo vede il futuro?

Voglio il passaporto e seimila euro che me ne vado da ’sto Paese.

È vero che non ha la patente?

Non l’ho rinnovata, ma tanto mi muovo in bici o in autobus.

Per un vigile urbano è un po’ strano, non trova?

Spiegherò pure questa.

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