Il violino di Gennaro suona per i Rom sterminati nei lager

Spinelli domani a Birkenau e Auschwitz con il ministro Azzolina E poi a Roma da Mattarella. Quando la musica diventa un ideale
La struggente melodia del Gelem Gelem, l'inno del popolo Rom e Sinti, accompagnerà la cerimonia commemorativa dell'Olocausto, in programma domani, nel campo di sterminio di Birkenau, in Polonia.
LO STERMINIO. Lì dove, la notte del 2 agosto 1944, furono sterminati 3mila Rom. Donne, bambini e vecchi, prelevati e trucidati dai nazisti. Il ricordo e la memoria, affidati alle note del violino di Gennaro Spinelli, il giovane artista di Lanciano, figlio del celebre musicista e compositore italiano di etnia rom, Alexian Santino Spinelli. Gennaro, noto anche per essere uno dei fondatori del movimento delle Sardine in Abruzzo, è stato chiamato dalla Camera dei Deputati, insieme ad altri cinque membri in rappresentanza delle comunità Rom e Sinti, a far parte della delegazione del Miur che accompagnerà il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolini, nella visita commemorativa ai lager.
SI PARTE. Questa mattina, il volo per Cracovia dove la delegazione visiterà la città, sotto la guida del professor Marcello Pezzetti, uno dei massimi esperti italiani della Shoah.
Il 27 gennaio, giorno della Memoria, Spinelli sarà anche al Quirinale, dal Presidente Sergio Mattarella, per commemorare l'Olocausto.
Ha 27 anni appena e già una lunga carriera alle spalle, con 1.500 concerti in tutto il mondo. Si è esibito davanti a tre papi. Nel 2019, Spinelli, ha suonato in tre continenti.
IL VIAGGIO. Il campo di concentramento di Birkenau, poi quello di Auschwitz. Sono le due tappe del progetto educativo "Viaggio della Memoria", promosso dal Ministero dell'istruzione e dall'Unione delle comunità ebraiche (Ucei) per a mantenere vivo il ricordo delle persecuzioni antisemite e promuovere tra i giovani la conoscenza della Shoah.
«Parteciperò alla cerimonia per il terzo anno consecutivo, in qualità di rappresentante delle due etnie, Rom e Sinti», afferma Spinelli, «con noi sarà presente la comunità ebraica per celebrare la ricorrenza dell'Olocausto dei Rom, che prende il nome di samurdaripen ovvero sterminio, conosciuto anche come porrajmos. Un genocidio che portò alla morte di un numero indefinito, tra 500mila e un milione di Rom, nei campi di concentramento nazisti, come pure nei diversi luoghi dove venivano trovati. Avere un’esatta misura della tragedia è difficile, poiché in alcuni casi i bambini non venivano registrati subito, ma dopo anni».
CULTURA ROM. In 200mila, tra Rom e Sinti, vivono in Italia. «Ma solo 20mila occupano i campi Rom», dichiara Spinelli, «altri 180mila vivono in case regolari, studiano, lavorano, fanno il proprio dovere. Siamo italiani come tutti gli altri», aggiunge Gennaro che porta il suo cognome con orgoglio e voglia di riscatto.
«La cultura anti-rom è da debellare alla radice», dice, «non sono meno italiano perché di origine rom. Al contrario: non parlo una lingua in meno, ma una in più. Non ho una sola radice culturale, ma una in più. Tutto questo è un arricchimento immenso, che rende molti di noi più italiani di tanti altri». Il suo è un profilo di altissimo valore artistico. Spinelli, figlio d'arte, a soli 9 anni si è esibito davanti a Papa Wojtyla. Lo ha fatto altre due volte, davanti a Benedetto XVI e Papa Francesco. Alla formazione al conservatorio "D'Annunzio" di Pescara ha aggiunto una sensibilità d'animo innata che lo rende artista del mondo.
AD AUSCHWITZ. Tra le mani il violino, per intonare il Gelem Gelem. Nello sguardo le immagini di migliaia di romanì trucidati. Una storia di soppressione e discriminazione «sfociata in un genocidio sistematico», ricorda Spinelli, «il viaggio ad Auschwitz non è solo memoria. Chiunque visiti i campi di concentramento torna a casa con le lacrime. Io tornerò con qualcosa in più: la consapevolezza di poter essere lì, tra i tanti innocenti trucidati. Ed è questa consapevolezza che alimenta la forza di lottare perché non accada più. La storia insegna che bisogna combattere e ribellarsi nel nome del rispetto reciproco».
Un messaggio che calza con il senso dell'iniziativa promossa dalla Camera dei Deputati, come segnale di civile convivenza tra popoli, per non dimenticare orrore e persecuzioni antisemite. Un messaggio di speranza sulle note malinconiche e dolci di un violino.
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