Il virologo Fazii agli studenti: «Vaccinatevi, non c’è pericolo»

Dibattito tra il direttore dell’unità Di Microbiologia dell’ospedale e i giovani dell’istituto De Cecco Il medico ha risposto alle domande dei ragazzi: il coronavirus è ancora tra noi, a rischio l’inverno
PESCARA. «Mi rivolgo ai genitori: cercate di vaccinarvi tutti e far vaccinare i vostri figli. Parliamo di vaccini assolutamente sicuri, anche per la fascia tra i 12 e i 18 anni, ma i dati recentemente emessi dalla letteratura e dai trials clinici, fatti al momento solo con i vaccini a mRNA (Pfizer e Moderna, ndc) stanno dimostrando che sono sicuri anche nelle classi di età dai 5 ai 12 e addirittura dai 0 ai 5 anni. Anche se questa infezione non colpisce fortunatamente l'età pediatrica, ci sono stati casi rari di soggetti ammalati gravemente, ma cosa ancora più importante, un bambino che si ammala può portare l'infezione a casa, dove magari ci sono fragili e anziani. Dobbiamo vaccinarci tutti». L'appello arriva direttamente dal virologo Paolo Fazii, direttore dell'unità operativa complessa di Microbiologia e virologia dell’ospedale di Pescara, che ieri pomeriggio ha preso parte a «Caccia al Covid latente, diagnostica virologica per sconfiggere la pandemia».
L'incontro, organizzato dall'istituto alberghiero De Cecco, guidato dalla dirigente Alessandra Di Pietro, ha visto la partecipazione di Graziella Soldato, dirigente medico della uoc Igiene epidemiologia e sanità pubblica, don Antonio De Grandis, referente Covid dell'istituto e Rosa De Fabritiis, referente dello sportello Centro di informazione e consulenza. «Abbiamo ripreso le nostre attività in una situazione di quasi normalità. Ci siamo riappropriati dei luoghi della formazione, dei tempi della formazione, e della relazione di tutte le componenti della comunità scolastica», ha evidenziato la preside Di Pietro. «Quello di cui siamo consapevoli è che ciononostante la situazione non è risolta. Il virus c'è ancora, ma è più sottotraccia».
Il dibattito, a cui hanno partecipato gli studenti della quinta A-accoglienza e terza C-sala, è stato l'occasione proprio di rispondere ai numerosi quesiti posti in merito alla protezione vaccinale, come si evolverà in prospettiva la situazione e sui pericoli delle nuove varianti. Sui vaccini, Fazii ha voluto lanciare un appello diretto, ricordando la sicurezza delle somministrazioni anche «in gravidanza passato il primo trimestre, durante l'allattamento, per pazienti oncologici o immunodepressi. I vaccini che abbiamo sono stati tarati sul virus di Wuhan, il ceppo iniziale. La variante Delta, sebbene sia molto più infettante, buca i vaccini nell'ordine del 20-25 per cento, mentre le altre varianti che stanno emergendo resistono di più».
Inevitabile il riferimento alla terza dose. «Studi in Israele stanno dimostrando che la terza dose aumenta la capacità di resistenza alla variante Delta dal 71-73 per cento al 90 per cento. Questa famiglia di virus nell'interazione con l'essere umano riesce a stimolare il nostro sistema immune nella produzione di anticorpi e delle cellule della memoria con un'efficacia tra i 9-12 mesi e quindi una volta all'anno bisognerà continuare a vaccinarci, fin tanto che questo virus non diventerà “buono”». «Il Covid è latente», ha continuato Fazii, «perché nei mesi caldi i virus da raffreddamento, pur circolando, non danno patologie, in quanto il nostro sistema di immunità innato funziona molto bene con le temperature alte e si paralizza con il freddo. In questa fase, abbiamo una circolazione significativa, ma bassa del virus», ha analizzato «con una percentuale di portatori sani nell'ordine del 95-97. Dunque solo una piccola parte manifesta i sintomi. D'inverno il Covid nel 70 – 80 per cento non si palesa, è silente. C'è quindi una percentuale di soggetti che sfugge e che può essere accertata solo con tampone rinofaringeo. La battaglia che in microbiologia stiamo portando avanti è rivolta proprio a individuare i portatori sani».
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