Il voto quartiere per quartiere Il Pd in testa solo in zona centro

29 Settembre 2022

Il centrosinistra ottiene il massimo dei consensi (21,9%) al porto e nelle aree Ztl, così M5S e Azione FdI fa il pieno nelle periferie: 27% a Villa del fuoco, San Donato e Fontanelle, dove tengono FI e Lega

PESCARA. Il voto in città visto da vicino, zona per zona, aggregando le sezioni. È il lavoro avviato in queste ore per analizzare le preferenze espresse dai pescaresi che, alla Camera dei Deputati, hanno attribuito a Fratelli d’Italia lo scettro di primo partito della città (24,93%), staccando di diversi punti il Pd (19,82%) e il Movimento 5 stelle (17,52) e lasciando notevolmente indietro gli alleati di FdI in Comune e cioè Forza Italia (9,96%) e Lega (7,01%), il cui consenso è più basso di quello di Azione Italia Viva (7,13%). Una primissima valutazione arriva da una aggregazione dei dati del Comune elaborata dal Pd provinciale e fa emergere, a livello di coalizioni, che il centrodestra, ma anche il Movimento 5 stelle, ottengono il numero massimo di voti nella zona ovest, vale a dire Villa del Fuoco, San Donato e Fontanelle, rispettivamente con il 46,8% e il 20,3%, e comunque il centrodestra supera ovunque il 40%, mentre i maggiori consensi per il centrosinistra arrivano al centro della città, con il 29%, così come per Azione (10,1%).
L’approfondimento prosegue nel dettaglio dei singoli partiti. Guardando a Villa del Fuoco, San Donato e Fontanelle, Fratelli d’Italia ha raggiunto il 26,9%, Forza Italia il 10,7%, la Lega l’8,9%. Risultato consistente, si diceva, anche per il Movimento 5 Stelle, nell’area più a ovest di Pescara, con il 20,3%, dove il Pd si è fermato al 16,3%. Il Partito di Letta, invece, ha ottenuto il massimo nei consensi nell’area del centro, con il porto e le zone a traffico limitato, dove è stato votato dal 21,9% degli elettori, raggiungendo il massimo delle preferenze rispetto al risultato riportato nel resto della città. Il picco in negativo (16,3%), invece, lo ha raggiunto nella zona Ovest, dove il partito della Meloni ha fatto il pieno. Stessa valutazione anche per Azione che ha dimostrato, come il Partito democratico, di avere più seguito in centro, dove ha registrato un 10,1%, mentre a Pescara Ovest si è fermata appena al 4,9% e ha superato l’8% nella zona Nord (viale Bovio, piazza Duca e Zanni) e a Pescara sud (Pineta e Porta Nuova), per attestarsi al 7,3% ai colli e nella zona ospedale.
Andando oltre i picchi, in positivo e in negativo, e tornando al Pd, questa forza politica ha superato di poco il 20% ai Colli e a Pescara sud mentre a Pescara Nord si è fermato al 19,8%. Forza Italia è stata scelta in centro dal 10,6% degli elettori, dal 10,1% a nord mentre ai colli e a Pescara sud ha registrato rispettivamente il 9,5% e il 9,2%. Le Lega ha faticato in particolare al centro e a Pescara sud, non superando la soglia del 5,6% mentre a Pescara nord è arrivata al 6,5% e ai colli al 7,9%. La zona di minor gradimento per il M5S è stata quella del centro, mentre è andata meglio a sud (16,4%), a nord e ai colli (percentuale uguale, 18,8%). Fratelli d’Italia ha superato il 24% al centro, ai colli e a sud, dove ha sfiorato il 25%, mentre nell’area nord si è attestata sul 23,4%. E proprio da Fratelli d’Italia arriva una valutazione sul voto aggregato per zone, tre, quelle delle ex circoscrizioni: in centro e nella zona nord (fino a via Carlo Albero dalla Chiesa) i voti sono stati 4.248 alla Camera e 3.872 al Senato, ai Colli sono stati rispettivamente 4.143 e 3.817, e tra Porta Nuova e San Silvestro sono stati 6.106 e 5.658 (è la zona più vasta). Quest’ultima è l’area dove i voti sono stati superiori che altrove ma FdI si riserva di analizzare la percentuale dei votanti zona per zona. «La differenza complessiva», commenta il coordinatore Roberto Carota, «è di 1.150 voti tra Camera e Senato. Perché? Se alla Camera FdI aveva come candidato all’uninominale Guerino Testa, nome di punta di FdI, al Senato, pur avendo fatto un grande lavoro di partito, avevamo dei competitor sulle altre liste locali che spingevano di più sulle loro candidature» e i nomi erano quelli di Vincenzo D’Incecco (Lega) e Lorenzo Sospiri (Fi). La prima valutazione è che «la coalizione tiene, ma su Pescara si poteva fare meglio, anche come Fratelli d’Italia, pure alla Camera» dove l’avversario numero uno era rappresentato dal candidato del Pd, Luciano D’Alfonso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA