Il Wwf: stop ai botti per il Capodanno, salviamo cani e gatti

29 Dicembre 2022

Filomena Ricci: «I danni non solo ambientali sono enormi, segno di civiltà firmare e rispettare le ordinanze di divieto»

PESCARA. Si avvicina la notte dell’ultimo dell’anno e il Wwf Abruzzo rinnova l’appello a tutti di evitare l’uso dei fuochi pirotecnici. Ormai sono più che conosciuti i rischi e i danni ambientali causati dai cosiddetti “botti” e il forte disturbo agli animali, ma nonostante questo la notte di San Silvestro l’utilizzo dei fuochi continua ad essere molto diffuso (con conseguente bollettino di incidenti e feriti).
Rinunciare a questo metodo di festeggiare la fine dell’anno rappresenta un gesto di civiltà: il forte rumore di questi spari costituisce un grave disturbo per tante persone, ma soprattutto per gli animali domestici e selvatici, tra cui svariate specie di uccelli che a volte restano spaventati a morte.
«Molte specie, anche quelle protette, sono estremamente sensibili al disturbo acustico, come uccelli, volpi, pipistrelli e altri piccoli e grandi mammiferi», sottolinea Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo. «Chiunque ha un cane in casa, poi, sa bene il terrore che molti di loro provano per gli spari che iniziano dal pomeriggio del 31 e hanno il loro culmine alla mezzanotte».
Due anni fa fece scalpore la moria di centinaia di storni a Roma, ma ogni anno in Italia muoiono migliaia di animali a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono selvatici, soprattutto uccelli, anche rapaci: spaventati, perdono il senso dell’orientamento e fuggono istintivamente rischiando di colpire un ostacolo a causa della scarsa visibilità. Altri abbandonano il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti), vagano al buio e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia.
Nei gatti e soprattutto nei cani il “botto” crea stress e spavento tanto da indurli a fuggire: ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sensibile di quella umana. Negli animali d’allevamento come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare addirittura l’aborto per trauma da spavento.
Fortunatamente sono sempre di più le città abruzzesi che cercano di contrastare i “botti” di Capodanno con apposite ordinanze che ne vietano l'uso, ma poi i Comuni non hanno il personale per effettuare controlli per cui queste ordinanze rimangono solo sulla carta. Varie normative vietano l’inquinamento acustico in città e nelle aree protette anche per evitare incendi di boschi e aree verdi, ma anche in questo caso la mancanza di controllo fa sì che queste disposizioni non producano gli effetti sperati.
«Dovrebbe essere una questione di sensibilità ed educazione ambientale, più che un’imposizione», aggiunge Filomena Ricci. «Dovremmo tutti cercare di essere più rispettosi degli altri e del mondo animale con il quale condividiamo il Pianeta: evitiamo di lanciare fuochi d’artificio, sparare petardi, mortaretti, razzi e altri artifici pirotecnici che spaventano e spesso provocano il ferimento o la morte di molti animali selvatici e domestici, aumentando peraltro l’inquinamento dell’aria delle nostre città con ulteriori sostanze chimiche».
Il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis per primo ha firmato l'ordinanza di «divieto di scoppio di petardi in aree pubbliche e private a uso pubblico fino all'8 gennaio 2023». Ordinanze analoghe partono anche in altri comuni, a cominciare da Pescara. (c.s.)