Impassibile al verdetto: mai preso mazzette

La reazione dell’imputato principale. La parte civile Mascitti: «Nessuno voleva più lavorare con me»
PESCARA. Ascolta la sentenza di condanna senza battere ciglio. L'ex assessore Luigi De Fanis non fa una piega e, subito dopo la lettura del dispositivo, ripete quanto già detto al processo: «Io mazzette non ne ho prese. Ho sempre parlato di contributi elettorali, che erano due e lo stesso hanno fatto i diretti interessati. Aspettiamo di vedere le motivazioni e poi decideremo, insieme al mio avvocato, per un eventuale appello». In aula, come sempre, c'è anche Andrea Mascitti, l'imprenditore dello spettacolo che con la sua denuncia diede il via all'inchiesta. È emozionato, ha sete. Chiede una bottiglietta d'acqua alla madre. Qualche sorso per riprendersi e poi dice ai giornalisti: «E' un momento importante dopo tutti questi anni. Mi sento sollevato e risarcito dalla giustizia. Riflettevo su questo percorso che ho fatto e che è stato difficile, ma che rifarei da capo perché credo che la verità renda liberi. Ho detto solo la verità e dunque sono felice che ci sia stata giustizia». Mascitti, parte civile nel processo, è diplomato in pianoforte al Conservatorio e, prima di questa vicenda, si occupava dell'organizzazione di eventi culturali. «Adesso invece mi occupo della gestione di un distributore di benzina. Spero più avanti di riprendere l'attività che facevo prima». Racconta poi che dopo aver denunciato i fatti è stato isolato: «Questo è stato veramente terribile per me. Sono rimasto solo, senza un lavoro e senza soldi per vivere. Ho dovuto quindi ricostruire completamente la mia vita. C'è gente che non vuole lavorare con me per quello che ho fatto, perché sono così, perché cerco di essere corretto nella vita. Io continuerò a essere così, perché sono me stesso. Spero che gli altri si rendano conto che nella vita ci sono valori e principi, come la lealtà e la sincerità, perché io seguirò sempre quella strada». «Grande soddisfazione», per l'assoluzione di Ermanno Falone, è stata espressa dal suo difensore, l'avvocato Angela Pennetta. (m.v.)

