Impatto ambientale, la ricetta dei ragazzi

PESCARA. Settantadue studenti delle seconde classi (sezioni F,G e I) con i docenti del liceo scientifico o Galilei, hanno cominciato a studiare le strategie per diminuire l'impatto delle C02...
PESCARA. Settantadue studenti delle seconde classi (sezioni F,G e I) con i docenti del liceo scientifico o Galilei, hanno cominciato a studiare le strategie per diminuire l'impatto delle C02 (anidride carbonica o biossido di carbonio) dell’istituto, in relazione all’impatto sul territorio. In cima alla lista, il risparmio energetico, ma anche le conseguenze sull’ambiente derivanti dai mezzi di trasporto, dal consumo di cibi (tradizionali o industriali) dal riciclo e la differenziata sui rifiuti.
Sono le basi del progetto “Impatto ambientale delle emissioni Co2”, partito ufficialmente ieri nelle sedi Galilei di via Balilla e via Vespucci (68 classi e 1.600 alunni), e programmato per l'intero anno scolastico, realizzato su iniziativa di Piero Di Carlo, docente ordinario di Fisica dell’Atmosfera e climatologia dell’università di Chieti-Pescara, con il coordinamento della professoressa Mita Dusconi, referente del progetto, e le insegnanti Rosa Zollo, Lara Bianchini, Paola Renzetti e Maria Perna.
«Si tratta di un progetto di educazione civica calata sull'attualità», commenta il preside del Galilei, Carlo Cappello, «in un periodo in cui si parla molto di risparmio energetico negli edifici, sui consumi e la dispersione, i ragazzi impareranno che il comportamento responsabile passa anche attraverso queste iniziative che vanno ad aggiungersi ad altri programmi scolastici come le certificazioni linguistiche, le olimpiadi nazionali della matematica, gli incontri letterari e scientifici con gli autori». I ragazzi, insieme ai docenti, elaboreranno i dati forniti dalla Provincia (ente titolare degli istituti) e poi stileranno una relazione su come abbassare, eliminare, evitare, i livelli di inquinamento della struttura scolastica in relazione al territorio.
Spiega, il professor Di Carlo: «L’idea è quella di sensibilizzare i ragazzi sulle tematiche di base, partendo dai cardini del sistema climatico e atmosferico, per poi passare all’analisi dati, con un supporto marginale da parte mia, per arrivare a eseguire misure sperimentali con strumenti che ci permettono di verificare i flussi e la concentrazione di biossido di carbonio, in maniera da mettere insieme anche questo aspetto più laboratoriale, sempre interessante per i ragazzi». (c.co.)

