Impianti sportivi, le tariffe salgono fino al 30 cento

2 Ottobre 2014

A partire dalla fine di novembre, ci sarà un sensibile ritocco dei versamenti Un giro di vite che coinvolge quasi un centinaio di società e associazioni

PESCARA. «Sarà un aumento importante». Quanto «importante» ancora non è stato ufficializzato, poiché verrà deciso nelle prossime settimane, in un contesto generale che vedrà un rialzo all’insù, dalla cultura e gli spettacoli, fino allo sport, dei contributi che verranno chiesti per poter utilizzare gli spazi di proprietà del Comune. A partire dall'Aurum, secondo indiscrezioni.

Insomma, il municipio deve fare cassa, e neanche lo sport potrà essere risparmiato, come d’altronde annunciato già nei giorni scorsi. E pertanto, come ha anticipato ieri l’assessore comunale allo Sport, Giuliano Diodati, ci «sarà un aumento importante, che sarà varato entro la fine di novembre, per tutti gli impianti sportivi di Pescara».

Diodati non si è sbilanciato sulla percentuale precisa degli aumenti delle tariffe applicate per usufruire di campi da calcio, palestre, pattinodromi e altro, sui quali gravitano poco meno di un centinaio di società sportive, ma il salasso dovrebbe arrivare a toccare il 30%. «Nel prendere questa decisione c’è stata un’accelerazione negli ultimi tempi», spiega il titolare dello Sport, «e ovviamente è stata una decisione presa a malincuore. Ma è altrettanto ovvio», continua Diodati, «che diversamente non si sarebbe potuto fare. Anche perché, da un lato i soldi che entreranno in più nelle casse comunali saranno investiti per ristrutturare alcuni impianti, penso a esempio al Rampigna», specifica l’assessore riferendosi allo storico stadio della città, che oggi ospita gare di calcio di prima e seconda categoria, «e all’impianto sportivo di Colle Genuino; mentre da un altro», continua Diodati, «non è giusto che le spese di gestione che deve affrontare il Comune, le quali certamente al momento consentono degli affitti alle società sportive molto al di sotto dei canoni relativi a quelli del mercato privato, ricadano anche su quei cittadini che degli impianti sportivi non usufruiscono. In altre parole, questi costi del Comune non possono essere scaricati sulla collettività. Di conseguenza, verranno rivisitati tutti i contratti finora stipulati con le società che hanno in gestione gli impianti». Un imprimatur, secondo Diodati, anche alla luce di un riallineamento con le tariffe applicate dai Comuni limitrofi a Pescara. «La decisione», infatti osserva, «è stata presa comparando le cifre chieste per la gestione degli impianti in città vicine alla nostra». E Diodati, forse immaginando già da oggi una levata di scudi per il ritocco all’insù delle tariffe, inoltre sottolinea di aspettarsi «una presa di coscienza da parte delle società, in quanto, altrimenti», lo ripete, «non sarebbero possibili gli investimenti». Un altro fronte che si apre, dunque, dopo quello con le Società di atletica che hanno già chiesto chiarimenti sul loro destino in vista di uno stadio Adriatico senza più le piste di atletica; un fronte sul quale, però, così come per il nuovo stadio, si discuterà dapprima in una riunione della giunta comunale e poi in consiglio comunale. «Noi ci assumiamo dei costi», ha concluso Diodati, «ma anche le società sportive devono entrare nell’ordine delle idee che per la gestione degli impianti e per gli investimenti su di essi occorrono dei ritocchi dei costi che riguardi anche loro. Noi rispettiamo le Società sportive, ma purtroppo l’ente pubblico», chiude in perfetto stile renziano Diodati, «non può essere una mucca da mungere». Gli impianti interessati alla rivisitazione dei contratti sono lo stadio Adriatico, il Rampigna, l’Adriano Flacco, il campo dei Gesuiti, il San Donato, il San Marco, il Donati di Rancitelli e il D’Agostino. Per quanto riguarda invece gli altri sport, l'aumento degli affitti toccherà a chi usufruisce dell’impianto polivalente di Colle Breccia, di quello in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, del Circolo tennis, del bocciodromo di Zanni e poi dei palazzetti Simona Cornacchia, Ciro Quaranta, Fausto Scorrano, Gianluca Evangelista e Giovanni Paolo II.

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