Impianto per i rifiuti contestato «Serve il via libera della Regione»

Campitelli risponde all’interpellanza del consigliere M5S Pettinari: «Si pronuncerà il Comitato Via» Finora non sono state presentate richieste di autorizzazioni: «Valuteremo il progetto e anche il sito»
CITTÀ SANT’ANGELO. Il progetto per la realizzazione del biodigestore anerobico a Città Sant’Angelo «sarà sicuramente assoggettato ad una procedura di valutazione ambientale» e sarà esaminata anche la «coerenza» del sito scelto, a Piano di Sacco, «con i criteri indicati nel Piano per la gestione dei rifiuti». L’annuncio arriva dalla Regione che interviene sulle polemiche innescate dal progetto da 30 milioni della società Ambiente Spa e due ditte del gruppo Snam. Rispondendo ad una interpellanza presentata dal vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, che ha raccolto il grido di allarme di cittadini, M5S e Pd, l’assessore ai Rifiuti Nicola Campitelli ha chiarito alcuni aspetti sulla procedura, partendo dal presupposto che «non risulta essere stata inoltrata istanza di autorizzazione in merito» al biodigestore anaerobico per la trasformazione dei rifiuti umidi in biometano e compost. Parlando in aula Campitelli ha chiarito che la Regione «non può ingerire nel merito delle scelte e nell’attività propria» di Ambiente spa, «non rientrando nelle sue competenze, e non può invadere la sfera di prerogative assembleari». Non avendo ricevuto l’istanza relativa al progetto, Campitelli non ha indicato neppure se «l’area individuata sia idonea alla relazione del progetto» ma ha evidenziato che «l’autorità competente al rilascio della eventuale autorizzazione nonché il Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione di impatto ambientale valuteranno la coerenza del sito individuato per la realizzazione dell’impianto con i criteri per la localizzazione degli impianti di gestione rifiuti», indicati nel relativo Piano regionale. Gli enti contrari potranno «reiterare le proprie istanze e perplessità nelle sedi a ciò deputate, cioè in sede di valutazione ambientale e successiva conferenza dei servizi». «Stesso discorso vale per le associazioni e per i comitati cittadini, che potranno esprimere le proprie perplessità ed avere i necessari chiarimenti». Interpellato da Pettinari sulla tecnologia dell’impianto, l’assessore ai Rifiuti ha sottolineato «in maniera netta a che è assoluta premura della Regione pretendere che siano rispettate tutte le norme in materia di “emissioni odorigene” con particolare riferimento all’applicazione delle migliori soluzioni tecniche impiantistiche, gestionali e di controllo». Inoltre «l’eventuale proposta progettuale dell’impianto dovrà essere correlata da una valutazione di natura economica e dovrà prendere in considerazione anche degli scenari alternativi».
«Per me è una non risposta», ha replicato Pettinari, «la Regione si è lavata le mani. Io credo che invece debba controllare, vigilare ed esprimersi e può fare delle istanze ad Ambiente spa per capire di più del progetto. Ora mi aspetto fermezza nelle valutazioni dei Comitati di valutazione ambientale (Via e Vas, per me), ascoltando le istanze del territorio. Ribadisco che non condivido né la zona scelta, di altissimo pregio, né il sistema, che dovrebbe essere meno impattante, aerobico».

