Impianto per i rifiuti da 30 milioni di euro: c’è un’altra proposta

30 Novembre 2022

Oltre al gruppo Snam, anche la ditta BelEnergia si candida per costruire e gestire il centro a biogas a Piano di Sacco

CITTÀ SANT’ANGELO. C’è un’altra proposta per costruire il biodigestore da 30 milioni di euro in contrada Piano di Sacco a Città Sant’Angelo. A presentarla ad Ambiente spa, la società pubblica dei rifiuti di Pescara e provincia, è stato il gruppo BelEnergia con sede a Milano. L’offerta bis «per la progettazione, realizzazione e gestione» di un impianto a biogas si aggiunge alla proposta già avanzata da due ditte del gruppo Snam, la Ies Biogas e la Renerwaste. La gara d’appalto per l’ecovalorizzatore – un impianto per trattare 60mila tonnellate di rifiuti organici all’anno con produzione di 3,6 milioni di metri cubi di biometano – non è ancora partita ma il cda di Ambiente, guidato dal presidente Massimo Galasso e composto dai consiglieri Francesca Sagazio, Valeria Toppetti, Alessandra De Luca ed Emilio Longhi, ha dato già il primo via libera al piano della Snam, da mettere poi a bando come base di partenza e con un diritto di prelazione per il proponente. Adesso, però, l’offerta di un concorrente potrebbe aprire un nuovo scenario: il cda potrebbe avviare un’altra fase di valutazione, comparando le proposte per scegliere quella da mettere a gara. Il gruppo milanese sta costruendo un impianto simile, attraverso la controllata Ctip Blu, a Mosciano Sant’Angelo per il trattamento di 40mila tonnellate l’anno di organico e altre 8mila di verde. E sulle carte dell’offerta, protocollate il 20 ottobre scorso ad Ambiente, il gruppo sottolinea proprio che si tratta di «soluzione impiantistica del tutto affine a quella proposta» per Città Sant’Angelo.
La notizia di una proposta bis arriva in concomitanza con la prima uscita pubblica del cda di Ambiente: oggi alle ore 11 nella sede di via Raiale, a Pescara, è in programma una conferenza stampa con il presidente Galasso, la consigliera Toppetti, i sindaci Carlo Masci di Pescara e Matteo Perazzetti di Città Sant’Angelo e l’assessore all’Ambiente di Pescara, Isabella Del Trecco. «Con l’insediamento del nuovo cda», recita la convocazione di Ambiente, «l’azienda intende rafforzare la sua strategia orientata alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica».
Non si conoscono i dettagli delle due proposte. Di certo il biodigestore Snam è un progetto da 30 milioni, 15 a carico dei privati e altri 15 dei Comuni soci di Ambiente, a partire da Pescara che detiene l’84% delle quote e altre 31 amministrazioni locali. Il primo sostenitore del progetto di un impianto biogas è Masci che ha già aperto un mutuo con la Bei (Banca europea degli investimenti); Masci ha trovato poi una sponda nel primo cittadino di Città Sant’Angelo. E poi c’è Ambiente che ha già pronto un rapporto in cui si dice che «negli ultimi due anni, sono entrati in funzione 11 nuovi impianti e oggi se ne contano 27 per la produzione di biometano. Sono strutture che rispettano l’ambiente sotto tutti i profili e possono essere realizzate anche nelle zone più belle, senza arrecare danno estetico e impatto negativo». Sul fronte caro energia, grazie al biodigestore, Ambiente assicura «un risparmio pari a più di tremila tonnellate di petrolio». Nell’impianto, dice ancora la relazione, sarà trattata la frazione organica differenziata «raccolta principalmente all’interno del bacino territoriale pescarese». Attualmente in provincia di Pescara si producono 33.934 tonnellate di organico annue: è possibile che nell’impianto saranno lavorati anche rifiuti provenienti da fuori. In base ai dati di Ambiente, in provincia di Pescara, la differenziata è al 51,2% «con un forte tasso di crescita che prevedibilmente arriverà al 70% entro il 2030. L’organico è al 43% della capacità complessiva».