Impianto per rifiuti, ora l’ultima parola passa al gruppo Snam

Dopo il voto dei sindaci, il privato valuta le nuove condizioni Perazzetti e Papa chiamano a raccolta i residenti. È scontro
CITTÀ SANT’ANGELO. L’ultima parola sull’ecovalorizzatore – l’impianto per il biogas in programma a Piano di Sacco e in grado di trattare 60mila tonnellate di rifiuti organici all’anno – passa alle due società del gruppo Snam che hanno avanzato la proposta di costruire il centro, la Ies Biogas e la Renerwaste. Dopo il voto dell’assemblea dei sindaci di Ambiente spa, i termini e i numeri dell’accordo sono cambiati, con un taglio alle entrate del privato, e le imprese devono dire se accettano le nuove condizioni poste dal pubblico o se ritirano la proposta: con il sì, la realizzazione del centro partirebbe a breve; con il no, si ricomincerebbe da zero.
IL RAPPORTO DI AMBIENTE In attesa della risposta, il sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti ha convocato, oggi alle 17.30, i residenti al centro commerciale Ibisco «per parlare di economia circolare, impatto ambientale ed ecologia». Un incontro per discutere del progetto da 30 milioni, 15 a carico dei Comuni di Ambiente e altri 15 dei privati. Accanto al sindaco, il presidente di Ambiente spa Massimo Papa che spiegherà perché la società pubblica dei rifiuti vuole costruire l’impianto: in un rapporto che sarà presentato oggi si dice che «gli impianti ecologici di ultima generazione, molto diffusi in Europa, si diffondono anche in Italia. Negli ultimi due anni, sono entrati in funzione 11 nuovi impianti e oggi se ne contano 27 per la produzione di biometano. Sono strutture che rispettano l’ambiente sotto tutti i profili e possono essere realizzate anche nelle zone più belle, senza arrecare danno estetico e impatto negativo».
PAPA: «PERCHé Sì» Ambiente spiega così il progetto per Piano di Sacco, ricalcato da un impianto a Foligno: «L’eco-impianto proposto ha una potenzialità di 60mila tonnellate annue con una produzione di 3,6 milioni di metri cubi annui di biometano che permetteranno un risparmio pari a più di tremila tonnellate di petrolio». Nell’impianto, dice ancora la relazione, sarà trattata la frazione organica differenziata «raccolta principalmente all’interno del bacino territoriale pescarese». Attualmente in provincia di Pescara si producono 33.934 tonnellate di organico annue: è possibile che nell’impianto saranno lavorati anche rifiuti provenienti da fuori. Gli altri relatori, moderati da Mirella Lelli, saranno Alberto Confalonieri (Consorzio italiano compostatori), Dante Caserta (vice presidente Wwf), Gabriella Valentini (Italia Nostra Città Sant’Angelo), Gianluca Milillo (Nuovo Saline onlus), l’agronomo Ugo Della Rovere, Giuseppe Di Marco (presidente Legambiente Abruzzo) e Patrizio Schiazza (segretario Ambiente e Vita). «Dopo questo incontro ce ne sarà un altro con i sindaci del circondario per capire meglio quale potrebbe essere l’impatto sul nostro territorio», dice Perazzetti, «il Comitato Via è l’unico organo deputato a decidere se non ci sono le condizioni per questa struttura. Dobbiamo comprendere e non decidere per partito preso se il biodigestore può essere una risorsa».
SCONTRO IN COMUNE Dopo il voto dei sindaci – sì da Pescara, che ha l’82% delle quote di Ambiente, e Pianella; no da Spoltore, Elice, Cepagatti e Serramonacesca; astenuti Città Sant’Angelo e Tocco da Casauria – il tema è al centro della polemica: «Perazzetti convoca cittadinanza e associazioni a giochi fatti», accusano Catia Ciavattella del Pd e Alice Fabbiani di Sinistra italiana, «continua a dire menzogne fuggendo dal confronto politico. Basta prendersi gioco di noi; meritiamo rispetto e risposte in consiglio comunale».
LITE A PESCARA È lite anche al Comune di Pescara: al M5S, replica l’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco: «Non è stato il M5S a correggere la proposta dei privati, ma le controproposte redatte dal Comune di Pescara con Ambiente e approvate dall’assemblea dei sindaci aderenti ad Ambiente. E gli abruzzesi non hanno mai rischiato di dover pagare sovrattasse per ripianare eventuali perdite future da parte dell’impianto». (p.l.)

