Impianto per smaltimento rifiuti Ecco il piano: «Pronto in tre anni»

29 Aprile 2022

Tratterà l’organico del Pescarese, ma si punta a inglobare anche quelli di Chieti, Silvi e Francavilla Sarà costruito nella zona di Piano di Sacco. Il 9 maggio è attesa l’approvazione definitiva al progetto

CITTA’ SANT’ANGELO. Un impianto per smaltire 60mila tonnellate di rifiuti all’anno e produrre 4 milioni di metri cubi di biometano. Serviranno circa 30 milioni di euro per tirarlo su e potrebbe vedere la luce nel 2025 nella zona di Piano di Sacco, a Città Sant’Angelo. Ma la strada è ancora lunga e lastricata di polemiche. Mercoledì è arrivato l’ok del consiglio comunale di Pescara, che detiene la maggioranza delle quote di Ambiente spa (la società che sta lavorando al progetto), per la variazione di bilancio che consente di accedere al finanziamento da 15 milioni della Banca Europea degli Investimenti. I restanti 15 milioni, secondo il Piano economico, saranno procurati da alcune aziende private. Ma nel pomeriggio di mercoledì sono venuti a galla alcuni ostacoli. Alcuni sindaci del Pescarese, soci di minoranza di Ambiente, hanno chiesto altro tempo per valutare il progetto e le integrazioni proposte dalla società Ambiente del presidente Massimo Papa. L’assemblea si riunirà il 9 maggio per trovare un’intesa sul piano definitivo e far partire l’iter per costruire l’impianto.
L’IMPIANTO «Parliamo di un impianto d’eccellenza che produrrà energia totalmente rinnovabile», ha spiegato Papa, «e ogni anno avrà bisogno di 45mila tonnellate di rifiuti organici umidi e 15mila tonnellate di rifiuti ligneo-cellulosici». Questi rifiuti dovrebbero arrivare da tutti i comuni della provincia di Pescara (che, in proiezione, dovrebbero coprire circa 34mila tonnellate all’anno), ma l’impianto «è stato concepito con l’idea di poter accogliere il 20-25% dei rifiuti organici dei comuni nell’area metropolitana, come Chieti, Francavilla e Silvi». L’impianto sarà realizzato e gestito da due società del nord Italia (la Renerwaste di San Donato Milanese e l’Ies Biogas di Pordenone). «Quando verrà approvato il progetto definitivo», spiega Papa, «dovrà andare a gara europea ma non è detto che il proponente (le due aziende del nord, ndr) si aggiudichi la gara, magari qualcuno presenterà un’offerta migliore».
I TEMPI Il cronoprogramma, però, è già ben chiaro ai vertici di Ambiente: nell’arco dei prossimi 8 mesi, verrà bandita la gara, saranno aggiudicati i lavori e verrà pure completata la procedura autorizzativa, se tutto dovesse andare per il verso giusto: «Tra un mese contiamo di far partire la gara europea», prosegue Papa, «tutto il 2023 e metà del 2024 saranno dedicati alla costruzione dell’impianto, che potrebbe entrare in funzione a inizio 2025».
RINVIO E POLEMICHE La zona geografica di riferimento è già stata scelta, a Città Sant’Angelo, ed è stato elaborato anche il progetto di pre fattibilità. Ma negli ultimi giorni è scoppiata una feroce polemica dopo che alcuni consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Pescara avevano sollevato alcune criticità, spingendo alcuni sindaci, soci della società Ambiente, a chiedere tempo e chiarimenti.
Una delle critiche principali rivolte al progetto riguarda la componente economica: l’accusa rivolta al Comune di Pescara è di aver voluto a tutti i costi il mutuo da 15 milioni con la Banca europea senza prendere in considerazione l’ipotesi di accedere ai fondi europei del Pnrr. «Il prestito andrà restituito entro 22 anni con 4 anni di preammortamento, in cui verranno pagati solo gli interessi», dice Papa, «ma voglio chiarire che oggi lo smaltimento di questa frazione di rifiuti organici viene fatta per noi nella Marsica e il costo di trasporto è notevole. Con questo nuovo impianto, invece, si risparmierebbe almeno il 40% rispetto al prezzo che paghiamo oggi. E poi affidando il progetto totalmente agli Enti pubblici i tempi sarebbero stati più lunghi rispetto a quelli programmati». Per ora, però, l’approvazione del progetto resta congelata a causa delle perplessità di alcuni sindaci. In testa c’è il comune di Spoltore, ma anche Montesilvano, Tocco da Casauria ed Elice hanno chiesto più tempo per valutare il piano. Quel che è certo è che tutte le parti in causa riconoscono l’importanza dell’impianto. Ma su tempi e modi c’è ancora da aspettare.