Impianto rifiuti a Città Sant’Angelo Il Pd: «Grave silenzio del sindaco»

CITTÀ SANT’ANGELO. La realizzazione del nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti a Piano Di Sacco accende lo scontro politico a Città Sant’Angelo, con un botta e risposta tra opposizione e...
CITTÀ SANT’ANGELO. La realizzazione del nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti a Piano Di Sacco accende lo scontro politico a Città Sant’Angelo, con un botta e risposta tra opposizione e maggioranza dopo il rinvio del progetto da 30 milioni di euro proposto da Ambiente.
Il Pd chiede un consiglio straordinario e in una nota si rivolge all’amministrazione angolana: «La giunta Perazzetti è silente e incoerente. Perché il sindaco non ha riportato in consiglio comunale la realizzazione dell’impianto anaerobico? È inammissibile che noi consiglieri abbiamo appreso la notizia della realizzazione dell’impianto biometano a Piano di Sacco, a cura di Ambiente, solo dai giornali», scrive il capogruppo Antonio Melchiorre. Sulla stessa lunghezza d’onda i consiglieri Mauro Patrizii, Patrizia Longoverde e Catia Ciavattella che, tra le altre cose, fa sapere di aver «richiesto un incontro urgente ad Ambiente, dopo aver acquisito la documentazione utile che evidenzia che il progetto ormai procede spedito. Un progetto finanziato dalla banca europea per gli investimenti, con il rischio di ricaduta degli interessi sui contribuenti».
La richiesta di un consiglio straordinario viene poi condivisa anche da Davide Raggiunti, Alice Fabbiani e Pierpaolo Di Brigida di Sinistra italiana, che si chiedono «come sia possibile non aver coinvolto la cittadinanza e il consiglio comunale», attraverso una lettera inviata al sindaco che lui stesso rende pubblica. «Vogliamo sapere cosa volete fare a Piano di Sacco», dicono, rivolgendosi all’amministrazione. «Avete intenzione di difendere il territorio o metterlo a disposizione di centrali biogas pubbliche e private? Perché non vi siete opposti?».
Domande alle quali risponde con un post il primo cittadino Perazzetti: «La notizia di un biodigestore sul territorio angolano non ha ad oggi alcun riscontro formale. Gli accordi posti alla base della fusione con Ambiente del 2018 puntano alla costruzione di una rete impiantistica seria e solida al fine di ottimizzare il servizio, abbattendo i costi di smaltimento e riciclo, a partire dall’organico». E ancora: «Apprendiamo in questi giorni dai giornali che Ambiente ha deciso in merito e che questo interesserebbe direttamente Città Sant’Angelo. Auspichiamo che pervenga un’ufficialità sulle reali intenzioni da parte della società, così da informare la cittadinanza in modo corretto e qualificato».

