Imprese balneari: domani la protesta su tutta la costa

Nel giorno della festa della Repubblica gli stabilimenti si mobilitano in massa Esporranno le locandine con cui chiedono regole certe e tutela del loro lavoro
PESCARA. Hanno scelto una data simbolica i balneatori per far partire la protesta: domani 2 giugno, festa della Repubblica, scatterà la mobilitazione estiva anche sulle spiagge abruzzesi, sull'onda delle iniziative programmate lungo tutti i litorali italiani, per chiedere una legge sulle concessioni.
Le associazioni di categoria Fiba-Confesercenti e Sib-Confcommercio l'avevano annunciata già l'11 aprile, durante la manifestazione di piazza, a Roma, alla quale hanno preso parte più di cinquemila balneatori. In assenza di un provvedimento del Governo, più volte richiesto dalla categoria, si darà il via ad una campagna di sensibilizzazione negli stabilimenti balneari, rivolta a turisti e clienti.
All'affissione di locandine e manifesti, che dettagliano le motivazioni della protesta, seguiranno azioni più forti per richiamare l'attenzione sulla necessità di regole certe.
«Ciò che chiediamo da anni», spiega Peppino Susi, presidente regionale Fiba - Confesercenti Abruzzo, «è una legge di riordino dell'intero settore: al momento non ci sono regole, ogni Comune si sta muovendo con la massima autonomia e libertà d'azione sulle concessioni balneari. Un far west che non favorisce, di certo, le piccole attività a conduzione familiare».
Il nodo cruciale è il rinnovo delle concessioni. «Vogliamo una legge che contenga direttive fondamentali», sostiene Susi, «il procedimento di assegnazione delle concessioni deve essere di evidenza pubblica, ma al tempo stesso vanno tutelate le attività che hanno fatto investimenti e che, qualora non vincitrici delle gare di appalto, hanno diritto ad un indennizzo, come sta facendo la regione Toscana».
Il secondo punto in scaletta riguarda la direttive "servizi" , che «si applica solo quando sussiste la scarsità di servizi. Un monitoraggio che la Regione Abruzzo non ancora definisce con chiarezza», afferma Susi. Le associazioni di categoria ritengono fondamentale prevedere, inoltre, una sorta di tutela o clausola sociale per le famiglie che hanno, come unica fonte di reddito, solo la concessione balneare, valorizzando questo elemento nell'abito della gara di evidenza pubblica.
La protesta inizierà con una campagna di sensibilizzazione a vasto raggio «per far capire alla clientela le motivazioni che hanno portato allo stato di agitazione», sottolinea il presidente regionale Fiba - Confesercenti, «noi siamo vittime di questa mancanza di regole che sta creando una stato di confusione generale, a danno delle piccole imprese del settore». Ma non è escluso che, nel bel mezzo della stagione estiva, i balneatori decidano di alzare il tiro e far sentire la loro voce «se il Governo, nel frattempo, non prenderà provvedimenti».
Da domani, negli stabilimenti balneari abruzzesi che aderiranno all’iniziativa, verranno affisse locandine con il seguente messaggio: «Anche oggi noi balneari italiani rispettiamo la Repubblica fondata sul lavoro e le leggi del nostro parlamento. 2 giugno 2024, continua la mobilitazione per una legge giusta e necessaria che attendiamo da 14 anni per continuare a garantire i servizi di balneazione a tutti i cittadini italiani».
«Purtroppo il governo non ha ancora emanato alcun provvedimento legislativo chiarificatore, che salvaguardi la balneazione attrezzata italiana e superi lo stato di caos amministrativo», il messaggio veicolato, a livello nazionale, dai presidenti di Sib-Confcommercio, Antonio Capacchione, e Fiba-Confesercenti, Maurizio Rustignoli, «abbiamo ancora una volta, inutilmente, sperato e aspettato. Come preannunciato, con l’inizio di fatto della prossima stagione estiva incomincerà anche la nostra campagna estiva di mobilitazione, che comprenderà un’articolata piattaforma di azioni sindacali. Fondamentale e preliminare è un’attività capillare di comunicazione e di corretta informazione sul nostro lavoro e sul nostro ruolo, diretta alle decine di milioni di utenti italiani e stranieri che frequenteranno gli stabilimenti. Il nostro interlocutore dovrà essere anche e principalmente il cittadino-cliente. Inizieremo con la locandina-manifesto da affiggere negli stabilimenti: ci auguriamo che il Governo e il Parlamento facciano il loro dovere nei confronti di decine di migliaia di famiglie di lavoratori».
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