Imprese, come richiedere il Bonus Sud

24 Gennaio 2022

Credito di imposta fino al 35 per cento per chi acquista macchinari nuovi. La domanda on line entro la fine dell’anno

Nuovi aiuti e agevolazioni per le imprese abruzzesi che intendono investire, rinnovare i macchinari e rendere più funzionale l'azienda. Con la legge di Bilancio è stata confermata la proroga del bonus Sud fino al 31 dicembre 2022, in seguito all'approvazione, da parte della Commissione Europea, della Carta Italiana degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
Il bonus, sotto forma di credito d'imposta, varia in base alla struttura: 25% per le grandi aziende, 35% per le imprese di medie dimensioni e 45% per le piccole. Tra le regioni ammesse al beneficio, l'Abruzzo, che figura in elenco insieme a Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise e Sardegna. Nello specifico, il credito d'imposta riguarda gli investimenti che le imprese hanno realizzato a partire dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2022. Un secondo filone di intervento riguarda gli investimenti nelle Zone economiche speciali (Zes).
Ai fini dell’applicazione dell’agevolazione è utile specificare che sono considerate piccole imprese quelle che, contestualmente, contano meno di 50 occupati e hanno un fatturato annuo oppure un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro. Sono medie imprese, invece, le realtà produttive con meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio che non superi i 43 milioni di euro.
Gli imprenditori abruzzesi che vogliono usufruire del bonus Sud 2022 devono presentare apposita domanda accedendo al sito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Una delle caratteristiche più importanti della misura è la sua retroattività: infatti, il credito d’imposta per il Mezzogiorno può essere richiesto anche per gli investimenti in beni strumentali effettuati negli anni precedenti. Non tutti i settori di intervento sono ammessi alle agevolazioni, che non spettano alle industrie siderurgiche, carbonifere, alle costruzioni navali, alle imprese di fibre sintetiche, trasporti e delle relative infrastrutture, produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, settore creditizio, finanziario e assicurativo.
Tra i requisiti necessari per l'accesso al credito d’imposta, il Durc in corso di validità al momento d’invio della domanda. Inoltre, l'azienda non dovrà versare in condizioni di difficoltà. I beni agevolabili sono di varia natura: impianti fotovoltaici, macchinari e attrezzature varie. Possono essere agevolati anche i beni acquistati tramite contratto di locazione finanziaria. Il bonus è cumulabile con altre misure: ad esempio è possibile abbinarlo al credito d’imposta derivante dal Piano Industria 4.0. Quanto alla presentazione delle domande, la proroga approvata dal Governo concede alle imprese interessate un altro anno di tempo, fino a fine dicembre prossimo: il bene agevolabile deve essere consegnato entro tale data per non perdere il beneficio. Tuttavia, non importa che la strumentazione e i macchinari acquistati per l'ammodernamento dell'azienda entrino necessariamente in funzione nel 2022. È invece fondamentale per l'azienda essere in possesso della fattura di saldo entro dicembre di quest'anno.
Una volta ottenuta l’autorizzazione per fruire del credito dall'Agenzia delle entrate, tramite domanda per via telematica, sarà possibile utilizzarlo a partire dal quinto giorno successivo, esclusivamente in compensazione. La versione aggiornata del modello di comunicazione messo a disposizione dalle Entrate è online.