Imu e Tasi, come diminuire le sanzioni

Con il ravvedimento operoso è possibile sanare diverse situazioni, tra le quali anche il pagamento di Irpef, Ires e Irap
PESCARA . Il termine ultimo scadeva il 18 giugno, ma è ancora possibile mettersi in regola con il pagamento dell’acconto di Imu e Tasi versando una sanzione ridotta. Si chiama “ravvedimento operoso”, lo strumento che consente ai contribuenti ritardatari di cavarsela con poco, almeno rispetto alle sanzioni che erano in vigore in passato. Per il saldo di Imu e Tasi, invece, c’è tempo fino al 17 dicembre.
EVITARE LA BATOSTA. Introdotto nel 1997, con il decreto legislativo 472, il ravvedimento operoso è stato più volte modificato nel corso degli anni. L’ultima volta è accaduto nel 2015. Attraverso questo istituto si possono sanare un sacco di situazioni, beneficiando di uno sconto sulle sanzioni. Il principio è: tanto prima, tanto meglio, nel senso che prima si chiede la pace col fisco, meno si paga. Nella tabella (riferita solo a Imu e Tasi) sono visibili, oltre alla percentuale delle sanzioni, anche i termini da non superare, se si vuole fare ammenda e regolarizzare la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate.
QUATTRO CASI. Il ravvedimento operoso prevede quattro classi: sprint (entro i primi 14 giorni dalla scadenza), breve (dal 15° al 30° giorno), medio (dal 30° al 90°) e lungo (dopo il 90° giorno. Nel primo caso, si pagherà lo 0,1% della sanzione per ogni giorno di ritardo; nel secondo si pagherà una quota fissa dell’1,5% mentre nella terza ipotesi la percentuale sale all’1,67% della sanzione originaria. L’ultimo caso prevede il pagamento di una quota fissa pari al 3,75%. Da sottolineare, è che alla quota fissa relativa alle quattro tipologie di ritardo, si aggiungono anche gli interessi legali per ogni giorno di ritardo. Il tasso degli interessi legali varia con gli anni. Attualmente ammonta allo 0,3%. Per maggiore chiarezza, attraverso il ravvedimento operoso si pagheranno le tasse o i tributi non versati, ai quali si aggiungeranno la sanzione ridotta e gli interessi legali
COME PAGARE. Per i versamenti, informa l’Agenzia delle Entrate, occorre utilizzare il modello F24, per le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, l’Iva, l’Irap e l’imposta sugli intrattenimenti. Si deve invece usare il modello F23, per l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti. Infine, l’F24 Elide è il modello per tributi, sanzioni e interessi, connessi alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili. Per calcolare l’importo dovuto al fisco, come al solito, ci sono diverse opzioni: rivolgersi al commercialista, al Caf, tentare la strada del fai-da-te. In questo caso, se non si ha troppa dimistichezza con calcoli e percentuali, possono essere utili dei calcolatori online. Tra i tanti c’è quello di amministrazionicomunali.it, dove si può anche ottenere il modello per presentarsi allo sportello bancario o postale, oppure ancora, per i più esperti, provvedere con il conto online.
COSA SANARE. Ci si può avvalere del ravvedimento operoso per quanto riguarda Irpef, Ires, Irap, addizionale regionale e comunale sull’Irpef, Iva, imposte di registro, catastali, ipotecarie, di bollo, e anche per le successioni. Al lungo elenco si aggiungono anche i vari tributi comunali. Si può accedere anche se sono già iniziati i controlli o è stato notificato l’avviso di accertamento.
A CHI È RISERVATO. Possono accedere tutti i contribuenti, privati e pubblici, professionisti e aziende con partita Iva.

