Imu, ecco gli incassi del Comune: la Regione paga 499 euro all’anno

23 Ottobre 2023

La denuncia del M5S sul rischio che enti pubblici e scuole paritarie non versino tributi per 30 milioni Spunta una relazione dell’Adriatica Risorse con le cifre: «Risultano discrepanze tra dovuto e versato»

PESCARA. Nel 2022, a fronte di 24 fabbricati e 7 terreni di proprietà a Pescara, la Regione Abruzzo avrebbe pagato al Comune soltanto 499 euro di Imu. Tra il 2012 e il 2014, con meno di 20 edifici e 9 terreni, la stessa Regione avrebbe versato circa 70mila euro all’anno. È quanto emerge da un dossier dell’Adriatica Risorse, la partecipata al 100% comunale che si occupa della riscossione dei tributi, stilato per l’assessore alle Finanze Eugenio Seccia (Forza Italia). Nel 2015, l’Imu pagata dalla Regione ammonterebbe a 35mila euro mentre, dal 2016 in poi, ci sarebbe una discesa vertiginosa: soltanto 931 euro versati nel 2016 e poi, tra il 2017 e il 2022, l’importo sarebbe crollato fino a meno di 500 euro. Mentre scoppia il caso politico alimentato da una denuncia del M5S, il documento dice: «Risultano esserci discrepanze di importi tra il dovuto e il versato dal suddetto contribuente nel corso degli anni». E la relazione della società guidata dall’amministratore Domenico Di Michele rivela che è in corso un’indagine interna: «L’ufficio ha già avviato attività endoprocedimentali al fine di avere un quadro puntuale degli immobili posseduti per fini istituzionali, quindi esenti, e il restante carico immobiliare non meritevole di esenzione come da normativa vigente».
Oggi dalle ore 8.30 in consiglio comunale si parlerà anche delle finanze dell’ente con la discussione sull’ultima relazione della Corte dei conti che ha accertato un risanamento del bilancio dopo 8 anni di predissesto ma con il persistere di «criticità». In questo frangente la discussione potrebbe virare sulle 4 interrogazioni presentate dal M5S in cui si allunga il sospetto che la Regione, l’Ater, il ministero dell’Economia e le scuole paritarie pescaresi non abbiano pagato la tassa per il possesso di immobili, aree fabbricabili e terreni agricoli: secondo i calcoli dei consiglieri Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo, i mancati pagamenti dal 2016 a oggi potrebbero arrivare a 30 milioni: «Un tesoro nascosto», per il M5S che aspetta una risposta scritta dal 24 luglio scorso ma, da tre mesi, le richieste restano senza risposta.
Oggi, in aula, l’assessore Seccia potrebbe affrontare il caso e il Centro è in grado di anticipare la linea del Comune: in base alla relazione di Adriatica Risorse, il ministero dell’Economia per i beni del Demanio – 181 fabbricati e 38 terreni – avrebbe versato, tra il 2015 e il 2018, circa 20mila euro l’anno. Ma, dal 2020, la cifra si sarebbe abbassata progressivamente fino ad appena 2.530 euro del 2022. Anche in questo caso gli uffici dicono: «Risultano esserci discrepanze di importi tra il dovuto e il versato dal suddetto contribuente nel corso degli anni». Sono in corso accertamenti «al fine di avere un quadro puntuale».
Capitolo Ater, proprietaria di 3.713 fabbricati e 24 terreni in città: negli ultimi dieci anni, risulterebbero pagamenti per circa 75mila euro l’anno. Nel 2012, a fronte di un ricorso, l’Ater fu condannata a pagare l’Imu: «E quei soldi sono stati incassati?», chiede il M5S. Il report dell’assessore dice che, nel 2012, l’Ater avrebbe versato 1.192.258 euro.
Sul fronte delle scuole paritarie, il M5S fa l’elenco di 12 istituti privati e chiede: «Il Comune di Pescara ha sovvenzionato uno o più degli istituti in elenco dal 2012 al 2022? In caso affermativo, a quanto ammontano le sovvenzioni per ogni anno dal 2012 al 2022 per ogni istituto? A quanto ammonta l’importo versato da ognuno degli istituti in elenco per ogni anno dal 2012 al 2022 a titolo di Imu ordinaria?». Il documento in mano a Seccia dice: «L’ufficio ha provveduto a verificare i requisiti dell’eventuale esenzione degli immobili di proprietà dei suddetti contribuenti andando ad analizzare puntualmente caso per caso l’eventuale attività commerciale svolta negli immobili di loro proprietà, avviando attività di accertamento entro i limiti di prescrizione del tributo. Il Comune di Pescara ha sovvenzionato nel corso degli anni 2012-2022 gli istituti». Sugli importi versati, però, la risposta del Comune potrebbe accendere lo scontro tra centrodestra e grillini: «Sul punto gli uffici ritengono di non poter comunicare i dati richiesti, l’ostentazione degli stessi infatti creerebbe un pregiudizio alla tutela dei dati personali dei soggetti controinteressati».
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