Imu, le novità per il 2023 su esenzioni e aliquote

21 Gennaio 2023

Si allarga la platea di chi può evitare il pagamento dell’imposta: ecco tutti i casi L’importo della prima rata sarà meno caro se il Comune tarda nel deliberare

PESCARA. Novità per le imposte sugli immobili con nuove esenzioni Imu e regole rinnovate per le aliquote da applicare.
L’Imu, imposta municipale unica, è un tributo locale dovuto al Comune da chi possiede beni immobiliari. È entrata in vigore dal 2012 ma già dall’anno successivo si è deciso che non dovesse essere applicata sull’abitazione principale non di lusso. Da allora l’Imu è stata sottoposta a diverse variazioni. In sostanza, ad oggi, non è dovuta per l’abitazione principale e le sue pertinenze e, a seguito della sentenza 209 del 2022 della Corte Costituzionale, neanche sulla seconda abitazione se i coniugi hanno residenze diverse.
LE VECCHIE ESENZIONI.
Oltre che per le ipotesi sopra elencate ci sono altre situazioni che già prevedevano e prevedono ancora l’esenzione dal pagamento dell’Imu. Nel dettaglio sono per: immobili di coop edilizie assegnate ai soci come abitazione principale; alloggi sociali; casa coniugale assegnata ad uno dei coniugi a seguito di sentenza di separazione, divorzio o scioglimento del matrimonio; unico immobile in possesso del personale delle Forze armate, di polizia o dei vigili del fuoco non concesso in locazione; unico immobile posseduto da cittadini italiani residenti all’estero ed iscritti all’Aire, pensionati nei Paesi di residenza, a patto che non risulti locato.
Le nuove esenzioni.
Ma, come accennato, la Manovra 2023 porta delle novità importanti in fatto di esenzioni dal pagamento dell’Imu.
Non è tenuto al pagamento dell’imposta il proprietario il cui immobile sia occupato abusivamente a patto che abbia presentato la denuncia per occupazione abusiva all’autorità giudiziaria. La Legge di Bilancio, inoltre, prevede la proroga dell’esenzione dal pagamento dell’Imu anche per gli immobili situati in territori colpiti da eventi sismici e nello specifico: dal terremoto del 2012 Emilia Romagna, Lombardia e Veneto; per terremoti successivi al 24 agosto 2016 in Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio.
Le aliquote per quest’anno.
La novità che maggiormente interessa i contribuenti, però, riguarda le aliquote Imu su cui calcolare l’importo dell’imposta. Resta fermo il potere dei Comuni di decidere l’aliquota da applicare entro i massimali minimi e massimo stabiliti dalla legge.
L’aliquota però deve essere stabilita con apposita delibera da pubblicare entro il 28 ottobre dell’anno di applicazione sul Dipartimento delle Finanze ed entro il 14 ottobre sul Portale del federalismo fiscale. Fino a quest’anno se il Comune non pubblicava la nuova delibera, quella da applicare era la stessa dell’anno precedente con l’Imu invariata. Ma oggi le cose cambiano. Se il Comune non delibera entro le date stabilite non si applicherà più l’aliquota dell’anno precedente ma quella minima prevista a livello nazionale.
L’acconto Imu: com’era.
Finora l’acconto Imu da versare entro il 16 giugno è stato calcolato sulla base delle aliquote dell’anno precedente.
In questo caso, quindi, il contribuente è consapevole che, al momento del saldo Imu, da pagare entro il 16 dicembre, si applicano o le nuove aliquote deliberate dal Comune o quelle dell’anno precedente.
In sintesi il contribuente pagherà la somma dovuta a conguaglio solo in caso di nuova delibera, altrimenti paga lo stesso importo di giugno.
L’acconto Imu: come sarà.
Con la novità prevista dalla Legge di Bilancio potrebbe cambiare anche la base di calcolo dell’acconto Imu. Come si diceva, infatti, in mancanza di una nuova delibera, l’Imu da pagare non avrà più lo stesso importo dell’anno precedente. E, quindi, proprio per l’acconto, non sapendo se il Comune procederà a nuova delibera o no, potrebbe applicarsi direttamente l’aliquota minima nazionale, rimandando, poi, a conguaglio il pagamento dell’eventuale somma dovuta per l’aliquota deliberata entro ottobre 2023.
Ma per capire come si effettuerà il calcolo dell’acconto bisognerà attendere le ulteriori norme di applicazione delle novità contenute nella Manovra.
CHI PUÒ ESSERE RIMBORSATO.
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 13 ottobre, che ha dichiarato illegittimo vincolare l’esenzione dal pagamento dell’Imu all’intero nucleo familiare, sono moltissimi i coniugi con diversa residenza che negli ultimi 5 anni hanno pagato somme non dovute. E che ora attendono istruzioni su come poter recuperare quanto versato illegittimamente.
Andando indietro nel tempo e tenendo in considerazione anche l’acconto del 2022 si arriverà a poter richiedere il rimborso dell’Imu pagata e non dovuta fino al 2017.
La domanda di rimborso va presentata al Comune entro quindi 5 anni dalla data in cui è stata versata l’imposta. Esistono già moduli per presentare domanda di restituzione nei Comuni che solitamente si utilizzano per chiedere la restituzione di importi versati in più per errore. Si potranno, dunque, utilizzare gli stessi moduli inserendo oltre ai propri dati, l’imposta dovuta ed il rimborso richiesto, anche l’anno di riferimento. Nella domanda è bene indicare anche le motivazioni che sono alla base della domanda che si presenta. Descrivere brevemente la situazione, quindi, indicando che sulla base della pronuncia 209 del 13 ottobre 2023 della Corte Costituzionale si chiede il rimborso delle somme versate in eccesso. Presentata la domanda bisognerà però armarsi di pazienza perché i tempi di lavorazione della pratica potrebbero essere anche abbastanza lunghi. (u.c.)